Camionabile sull’Idrovia PD-VE

Un’altra Venezia-Padova… inutile.

Serve una nuova Venezia-Padova? A quanto pare sì visto che la Regione ha già progettato un nuovo collegamento fra le due città lungo l’asse dell’Idrovia incompiuta.

Scorcio dell'Idrovia PD-VE in localitĂ  Vigonovo (VE)

Scorcio dell'Idrovia PD-VE in localitĂ  Vigonovo (VE)

VIDEO dell'intervento dell'Ing Gianmaria De Stavola dello studio IDROESSE durante la presentazione del progetto preliminare della Camionabile sulla sede dell'Idrovia PD-VE

Si parla spesso nei documenti urbanistici veneti di “asse plurimodale” dell’Idrovia, vale a dire di un sistema di vie di comunicazione che dovrebbero includere l’acqua, l’Idrovia, appunto, un collegamento su rotaia e così via. L’unica decisione presa dalla giunta Galan, invece, è quella di costruire una nuova autostrada che taglierà a fettine le campagne dei comuni a sud della Riviera. L’opera, la cosiddetta Camionabile, è strettamente legata a un altro progetto, il Grap, Grande Raccordo Anulare di Padova dichiarato di pubblica utilità dalla Giunta regionale di Galan nel novembre 2006 e il progetto preliminare è stato presentato nel 2008. Inizialmente si sono espressi favorevolmente per la sua realizzazione i Comuni di Mira (pur esprimendo alcune osservazioni critiche), Dolo, Fossò, Fiesso, le province di Padova e Venezia; hanno espresso parere contrario i Comuni di Vigonovo e Saonara. Ora, invece, il vento sta cambiando. Cos’è successo nel frattempo? Nella primavera di quest’anno il C.A.T. ha scoperto, studiando la documentazione ministeriale, che la Camionabile non era già inserita fra le grandi opere della Legge Obbiettivo, quindi, la procedura accelerata scelta da Palazzo Balbi per velocizzare l’iter era illegittima. Così, nel corso di due assemblee pubbliche in cui i tecnici della Regione avrebbero dovuto presentare lo studio di impatto ambientale della nuova autostrada, è emerso chiaramente come fosse in atto un colpo di mano. Sembrano essersene accorti anche i sindaci che, ora, chiedono chiarimenti. Le motivazioni uffciali di questa opera e perché diciamo NO

Il comitato di Vigonovo in una manifestazione di protesta

Il comitato di Vigonovo, affiliato a CAT, in una manifestazione di protesta

Esponenti politici di vari colori, amministratori, associazioni di categoria sostengono che la Camionabile servirebbe per sgravare il traffco pesante della “Brentana”, ma invece il traffico che percorre la Riviera è prevalentemente costituito da auto private (soprattutto pendolari nelle ore di punta), mentre il traffico pesante residuo è causato dalla necessità di servire la miriade di zone produttive/commerciali disseminate in tutto il territorio. Si sostiene poi la necessità di un collegamento diretto tra l’interporto di Padova e il Porto di Venezia, ma non si dice che questi due poli godono già di ampie possibilità di collegamento a Nord con l’autostrada A4 (ora potenziata anche dal Passante) e con la linea ferroviaria ad alta capacità PD-VE; a sud attraverso l’ormai completa Strada dei Vivai e la Romea.

La realtà evidente è che una nuova camionabile non solo non risolverebbe questi problemi, ma fnirebbe oltretutto con l’aggravarli, perché di sicuro provocherebbe un aumento del traffco di attraversamento della Riviera da e verso l’A4, e lunghe code in prossimità dei caselli, come del resto succede a Fiesso casello 9 o a Marano e Vetrego. Sicuro è inoltre il notevole impatto ambientale: consumo di suolo agricolo (almeno 500.000 mq), aumento dell’inquinamento atmosferico, delle emissioni clima-alteranti, dell’inquinamento acustico, attraversamento di numerosi corridoi ecologici, due corsi d’acqua (tra cui il Brenta) tutelati da vincolo paesaggistico-ambientale, vaste zone ad alto rischio idraulico, aree boscate con vincolo ambientale. Il canale scolmatore costituirebbe poi un formidabile distributore di esondazioni in tutta la Riviera, a partire dal canale Taglio.

Ma allora se non alla Riviera e alla sua collettività, a chi serve la Camionabile? Serve al “Partito del Cemento” costituito da politici ed ex politici variamente assortiti, dai soliti imprenditori sempre in prima fla per i grandi appalti, e poi dalla nutrita schiera di progettisti e consulenti legati a questa o a quella cordata politica.

Basta vedere chi c’è nel consiglio di amministrazione della GRAP spa:

Amministratore delegato Lino Brentan (in quota al PD), Presidente Vittorio Casarin (ex presidente della Provincia di Padova per Forza Italia), vice presidente Piergiorgio Baita della Mantovani (ditta che ha praticamente il monopolio delle opere realizzate in fnanza di progetto in Veneto), consigliere Flavio Zanonato (PD, sindaco di Padova).

Di recente proprio Brentan ha ammesso pubblicamente sui giornali che la Camionabile dovrà essere a pagamento perché altrimenti la società Autostrada Padova-Venezia, scaduta la concessione sulla tratta PD-VE (che passa alla CAV, la società che gestisce il Passante), non avrebbe introiti suffcienti per sopravvivere. In sostanza, la Camionabile non sarebbe altro che la continuazione in vita della società Autostrada Pd-Ve.

Il fatto che si voglia realizzare questa strada ha inoltre già stimolando gli appetiti di numerosi speculatori edilizi, che a due passi da questa strada stanno già pensando di fare o ampliare numerose zone produttive/commerciali; si pensi a Città della Moda, l’ampliamento di almeno il 10% delle aree artigianali e commerciali esistenti di Giare, Fossò, Camponogara, etc.. (previsto nel nuovo PTCP), insediamento commerciale da 140.000 metri quadrati tra Calcroci e Lughetto, e altro ancora, il nuovo Polo logistico in tra Giare e Dogaletto.

Infne la camionabile costituirebbe la testa di ponte per l’arrivo della nuova autostrada “Romea Commerciale” in Riviera del Brenta, con innesto a Roncoduro proprio dove dovrebbe sorgere Veneto City. Sarebbe il colpo di grazia per tutta la Riviera: Mira, Dolo, San Bruson, Paluello, Fossò e Vigonovo farebbero la fine di Vetrego.

Noi diciamo che ce n’è abbastanza per dire che Comuni, Province e Regione devono tralciare definitivamente questo progetto. Riteniamo inoltre indispensabile finanziare uno studio autonomo sulle reali necessità di un nuovo collegamento Padova-Venezia, ed eventualmente verificare quale tra idrovia e ferrovia sia la migliore soluzione, mettendo al centro degli obiettivi delle future scelte la tutela della salute dei cittadini, la sicurezza idraulica, la salvaguardia ambientale, e del patrimonio storico-paesistico.

IL PROGETTO

Tracciato: collegamento Interporto Padova – SS 309 Romea lungo il tracciato della incompleta Idrovia Pd-Ve (argine sud)

Lunghezza: 21,35 km

Larghezza: 10, 50 m (una corsia per senso di marcia) – strada a pagamento

Opere connesse: Ponte sul Brenta a Vigonovo (380m), innesti a Mira e Padova (tang. Est), caselli a Sanbruson, Fossò-Paluello, Camponogara

Opera Complementare: canale scolmatore non navigabile, portata massima 250 m3/s drenata dal Brenta e inserita nel Nuovissimo

COSTO: 130 milioni di euro circa, in Finanza di progetto – Durata concessione: 39 anni

Proponente: SocietĂ  GRAP spa (55% SocietĂ  Autostrade PD-VE, 40% SocietĂ  Autostrade PD-BS, 4% Consorzio Costruttori di via Maestra, 1% Camera Commercio di Padova)

In giallo è evidenziato il tracciato della Camionabile sull'Idrovia

In giallo è evidenziato il tracciato della Camionabile sull'Idrovia

NIENTE DI PERSONALE

Il Sig. Lino Brentan (in quota PD) è uno dei fautori della camionabile, della Romea Commerciale e di ogni altra strada a pagamento nel Veneto. D’altra parte le cariche che ricopre nei vari consigli di amministrazione parlano da sé:

Amm.re Delegato Autostrada PD-VE

Amm.re Delegato G.R.A.P. Sp.A.

Amm. Unico Nogara Mare

Consigliere Amm.ne Veneto Strade

Revisore dei conti AISCAT

Pres. Cons. Amm. Servizi Utenza Stradale

Cons. Amm.ne Pedemontana Veneta

Cons. Amm.ne Confederazione Autostrade

Cons. Amm.ne Centro Ricerche Stradali

Cons. Amm.ne Veneto Infrastrutture Servizi

Il Sig. Lino Brentan è stato denunciato da CAT per “falso in atto pubblico” in relazione alla vicenda della camionabile.

Una vittoria di CAT

Nel corso della seduta del 15 luglio scorso che avrebbe dovuto sancire l’inserimento della nuova autostrada lungo l’idrovia fra le opere di interesse strategico, conferendole, quindi, la possibilità di godere di una procedura accelerata, la pratica della Camionabile è rimasta ferma alla fase istruttoria contro ogni previsione della Regione Veneto.

Tutto questo dopo che per ben 2 volte il CAT insieme alla cittadinanza è riuscito a bloccare l’iter dell’opera, mettendo alle strette la Regione Veneto sulla procedura della legge obiettivo, illegittimamente adottata. In pratica la Regione ha dovuto fare retromarcia durante la presentazione al pubblico dello Studio di Impatto Ambientale, perché non è stata in grado di dimostrare l’inserimento dell’opera in legge obiettivo.

Infatti i documenti del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), frutto della riunione dello scorso 15 luglio, parlano chiaro: la Camionabile non è in Legge Obiettivo dimostrando, di fatto, l’errore della Regione Veneto che in più occasioni pubbliche, per bocca dell’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, si è dichiarata “convinta” dell’inserimento implicito dell’opera.

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Comitato Fiesso D'Artico:

Rete NO Autostrada Romea:
www.retenoar.org
Mail : No-AR

Comitato Vigonovese:
Mail : comitatovigonovese

Idrovia Viva Saonara:
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Legambiente
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