Saonara, con il P.A.T. insieme arrivano anche le sorprese!
Riceviamo con estrema sorpresa e preoccupazione dalla stampa la notizia della previsione di una nuova “colata di cemento†nel Comune di Saonara.
Questa volta non si tratta di una “grande opera†come la nuova Zona Industriale prevista dal PATI, bensì di una cospicua “spruzzata di cemento†spalmata su tutto il territorio comunale , meno visibile ed eclatante ma egualmente impattante da punto di vista ambientale ed urbanistico.
Stiamo parlando dell’intenzione dell’amministrazione di rilasciare concessioni edilizie in area agricola , vagliando le ben 200 domande di “variazione di destinazione d’uso†di terreni privati.
Cosa significa in concreto?
Che da suolo agricolo, questi terreni dal prezzo attuale intorno ai 10-15 euro al mq, diverrebbero aree edificabili, moltiplicando almeno venti volte il loro valore. Come vincere la lotteria !
Si tratta in termini tecnici della tristemente nota “rendita fondiariaâ€
Ne contestiamo non solo la logica “moraleâ€, cioè il regalo fatto ai “pochi fortunati†proprietari dei terreni, peraltro scelti con criteri assolutamente discrezionali da pochi addetti ai lavori, ma soprattutto riteniamo scellerata la scelta urbanistica.
Quel che appare incredibile è che nel 2010, nonostante le innovative visioni dello sviluppo del Territorio portate dai nuovi Piani Urbanistici a partire dal PTRC regionale e per finire con lo stesso PATI recentemente adottato, vi siano amministrazioni che anziché progettare il futuro del territorio in modo razionale ed intelligente nell’ â€interesse comune†abdicano le scelte urbanistiche a pochi privati cittadini.
Si tratta di una visione dell’urbanistica vecchia e superata, la stessa visione che ha prodotto nel dopoguerra la “polverizzazione†urbana dei paesi della pianura veneta, sfigurandone il paesaggio originale e cancellandone l’identità , costruendo in modo disordinato e casuale con abnorme consumo di suolo, con conseguenti problemi viabilistici, disservizi e squilibri idro-geologici , oltre al frazionamento e la compromissione dei terreni agricoli.
L’amministrazione giustifica questa scelta fatta in nome dell’ †avvicinamento familiareâ€, ma vorremmo ricordare che un’operazione analoga fatta pochi anni fa le abitazioni realizzate con lo stesso intento, cioè il favorire la vicinanza dei nuclei familiari costruendo la casa dei figli vicino a quella dei genitori, sono poi per gran parte andate vendute o affittate, come da sempre inevitabilmente succede in questi casi.
Ricordiamo inoltre che buona parte di queste innegabili necessità possono essere ampiamente soddisfatte con l’attuazione del “Piano Casaâ€, inventato appositamente per queste ragioni.
Ma c’è un altro aspetto sconcertante su cui l’amministrazione sarà chiamata a rispondere :
si parla per ora di 200 domande, ovviamente destinate a crescere, che se per assurdo fossero soddisfatte tutte produrrebbero un consumo di suolo stimato di almeno 100-150000 mq!
Sappiamo però che le normative del nuovo PAT prevedono un limite inderogabile per legge di 135000 mq di terreno trasformabile da uso agricolo a residenziale e servizi vari.
Se anche di queste richieste ne venisse approvata solo la metà , quanto terreno rimarrebbe per realizzare ciò che è stato promesso nel programma elettorale dell’attuale amministrazione?
Come sarebbe possibile realizzare cioè i due piani PEEP, i tre parchi urbani, il riassetto del centro di Saonara e il completamento di quello di Villatora e l’attuazione del MAGADIS ?
Invitiamo l’amministrazione a ritornare sui suoi passi ed aprirsi ad un serio confronto su questi temi.
Il Comune di Saonara deve fare un passo avanti, verso il futuro, riferendosi a modelli di livello europeo dove da decenni vi sono limiti precisi alla “rendita fondiariaâ€e non si fanno più regali ai privati , dove il suolo è un bene comune e non si spreca ma lo si utilizza con raziocinio e solo laddove realmente necessario.
Riteniamo che nella stesura del PAT le nuove urbanizzazioni, quando necessarie, debbano essere occasione di riqualificazione urbana, concentrate su aree già compromesse, su aree di completamento , sviluppate in modo ordinato nel rispetto degli standard urbanistici più moderni e con servizi e adeguati, atti ad evitare problemi di equilibri idraulico, viabilistico ed ambientale.
Il territorio è un bene prezioso per tutti e non inesauribile che ha subito trasformazioni pesanti negli ultimi decenni, lo si deve recuperare, riordinare, abbellire, renderlo più vivibile,
non deturparlo ulteriormente!
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