Un mostro di cemento anche a Calcroci
Anche Camponogara assediata dal cemento.
In arrivo il Parco Commerciale di Calcroci, una struttura commerciale di grandi dimensioni.
Con 81592 mq di superficie fondiaria di cui il 60% sarà coperto, il Parco Commerciale andrà a consumare 11 campi da calcio di suolo agricolo.
Un’altra inutile colata di cemento, e per gli abitanti di Calcroci traffico, rumore e inquinamento sono assicurati.
CAT ha presentato le Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale.
Gravi le carenze rilevate: dati vecchi e spesso carenti su viabilità, rumore e sostanze nocive; ma anche norme urbanistiche e leggi regionali non rispettate.
La palla passa ora alla Commissione VIA provinciale.
Il 7 giugno scadevano i termini per la presentazione delle Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale del Parco Commerciale di Calcroci. E anche questa volta CAT non ha mancato di fare le pulci all’ennesima opera inutile e dannosa per il territorio.
Questi i numeri: 81592 mq di superficie fondiaria occupata, di cui il 60% coperta, 14999 mq destinati alla vendita, 1000 posti auto: in pratica una superficie di suolo agricolo pari a 11 campi da calcio sarà cementificata per edificare l’ennesimo centro commerciale.
Si tratta di un progetto che, secondo quanto previsto dalla legislazione regionale vigente (LR 15/2004), è da considerarsi come “struttura commerciale di grandi dimensioni”, e NON “struttura commerciale di medie dimensioni” così come erroneamente sostenuto dai proponenti.
Questo aspetto rilevato da CAT è particolarmente importante perchè il PRG previgente e il nuovo PATI consentono in quell’area la realizzazione di medie strutture commerciali ma non di quelle grandi; un’ambiguità oltre modo grave se si pensa che, nel progetto presentato, gli standard per le superfici libere imposti dalla legge regionale per i Parchi Commerciali non vengono rispettati.
Ma è l’intero Studio di Impatto Ambientale ad essere carente e male eseguito.
Gli esempi più significativi riguardano l’impatto sulla viabilità, calcolato in 1500 veicoli in più nelle ore di punta: una sottostima certa dato che lo studio utilizza dati vecchi del 2005, non tiene conto delle ripercussioni che potrebbero provacare Romea Commerciale e Camionabile, e nemmeno del problema del passaggio a livello di Calcroci;
L’analisi dell’inquinamento atmosferico è ancora più debole perchè fa riferimento a dati vecchi (2001) per di più registrati a Mira, e carenti visto che non sono stati considerati inquinanti importanti come il PM10, l’Ozono e alcuni idrocarburi volatili; inoltre non c’è traccia di una ben che minima previsione su quanto aumenterebbero le concentrazioni delle sostanze nocive dovute all’incremento del traffico.
La vasca di laminazione delle acque, prevista come compensazione idraulica, coincide incredibilmente con lo standard a verde di cui dovrebbero usufruire abitanti e clienti.
Infine l’aumento dell’inquinamento acustico, già attualmente oltre i limiti previsti dalla zonizzazione del Comune di Camponogara, farebbe balzare in avanti l’intera area di almeno una categoria raggiungendo livelli di rumore analoghi a quelli registrabili nelle grandi periferie urbane o nelle zone industriali.
Insomma un’altra colata di cemento in Riviera del Brenta, e così anche per gli abitanti di Calcroci saranno assicurati, traffico, inquinamento, rumore e allagamenti.
La palla passa ora alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale Provinciale che dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni.
Di fronte ad un progetto che “fa acqua da tutte le parti”, CAT chiede che almeno questa volta venga espresso da subito un parere negativo e senza appello.
Per CAT
Mattia Donadel 338-1678008
Adone Doni 340-0020207

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Salve a tutti, io vivo vicino a Calcroci e conosco la situazione alquanto pesante del traffico, che, in alcuni momenti della giornata o periodi dell’anno, è davvero insostenibile, perciò ritengo che costruire un grande centro commerciale senza infrastrutture adeguate sia un’assurdità. Inoltre ritengo che non sia auspicabile in quanto non ne vedrei l’utilità, di fatto quelli già presenti sul territorio, grandi o piccoli che siano, non hanno avuto un successo di utenti tale da giustificarne l’edificazione di uno più grande e la cosiddetta “crisi” non dovrebbe in teoria far accorrere nè utenti nè acquirenti di spazi commerciali. Tra l’altro da poco ho avuto il piacere di assistere al totale fallimento di un mostro di cemento sito in un paesino come calcroci, con infrastrutture migliori, nella regione Marche, di cui rimane uno scheletro nuovo, ma vuoto a testimoniare che forse non siamo ancora in ripresa…certo il Veneto è un’altra cosa, dirà qualcuno, ma non ne sono così sicura.