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	<title>CAT - Comitati Ambiente e Territorio, NO a Veneto City, Città della Moda, VERVE, Elettrodotto Dolo - Camin, Camionabile Sull&#039;idrovia, Casello Albarea, Romea Commerciale o Autostrada Romea, no al consumo di suolo, basta sfruttamento del territorio</title>
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		<title>CONFERENZA STAMPA COMITATI 28 MARZO 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 11:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONFERENZA STAMPA Comitati Polesani, CAT (Coordinamento Comitati Ambiente e Territorio della Riviera del Brenta e del Miranese), CoVePA (Coordinamento Veneto Comitati per una Pedemontana Alternativa) Venezia, 28 marzo 2013, ore 12,00 Palazzo Badoer, San Polo 2468, 30125 Venezia, portineria 041 2571410 / 1424 Segue testo nota congiunta alla Regione Veneto L’indagine in corso da parte della Magistratura sulla galassia Mantovani ha fatto emergere la grande questione della mancanza di programmazione e della gestione delle opere pubbliche nella nostra Regione insieme con la distorta modalità della pianificazione territoriale ed urbanistica che si è affermata e vige nel Veneto da almeno 10 anni (si pensi alla L.R.11/2004, che andrebbe rivisitata in particolare per quanto riguarda il consumo di suolo e alcune procedure che limitano le competenze delle assemblee elettive a discapito della trasparenza e partecipazione alle decisioni).  Il tutto grazie all’ intreccio tra riforma del 1998 della Legge sui Lavori pubblici, cd. Merloni ter, sostituita dal D.Lgs. n. 163/2006, che ha introdotto la cosiddetta finanza di progetto (project financing) e la cosiddetta Legge Obiettivo del 2001 che, grazie anche alle loro successive modifiche ed integrazioni, ne hanno di fatto esteso l’applicazione.  Le infrastrutture stradali, gli ospedali e altre opere spesso solo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CONFERENZA STAMPA </strong></p>
<p><strong>Comitati Polesani, CAT (Coordinamento Comitati Ambiente e Territorio della Riviera del Brenta e del Miranese), CoVePA (Coordinamento Veneto Comitati per una Pedemontana Alternativa)</strong></p>
<p><strong>Venezia, 28 marzo 2013, ore 12,00</strong></p>
<p><strong>Palazzo Badoer, </strong><strong>San Polo 2468, 30125 Venezia, portineria 041 2571410 / 1424 </strong></p>
<p>Segue testo nota congiunta alla Regione Veneto</p>
<p>L’indagine in corso da parte della Magistratura sulla galassia Mantovani ha fatto emergere la grande questione della mancanza di programmazione e della gestione delle opere pubbliche nella nostra Regione insieme con la distorta modalità della pianificazione territoriale ed urbanistica che si è affermata e vige nel Veneto da almeno 10 anni (si pensi alla L.R.11/2004, che andrebbe rivisitata in particolare per quanto riguarda il consumo di suolo e alcune procedure che limitano le competenze delle assemblee elettive a discapito della trasparenza e partecipazione alle decisioni). </p>
<p>Il tutto grazie all’ intreccio tra riforma del 1998 della Legge sui Lavori pubblici, cd. Merloni ter, sostituita dal D.Lgs. n. 163/2006, che ha introdotto la cosiddetta finanza di progetto (project financing) e la cosiddetta Legge Obiettivo del 2001 che, grazie anche alle loro successive modifiche ed integrazioni, ne hanno di fatto esteso l’applicazione. </p>
<p>Le infrastrutture stradali, gli ospedali e altre opere spesso solo di presunto interesse pubblico sono state affidate facendo largo uso del Project Financing, modalità che consente al promotore privato di progettare, costruzione e gestire l’ opera pubblica secondo il proprio interesse. Durante la lunga presidenza Galan, ma anche durante quella di Zaia, l’ Ing. Baita presidente della Mantovani con il suo gruppo d’affari è diventato il promotore quasi esclusivo delle principali opere pubbliche nella nostra Regione. </p>
<p>Nel contempo una delle funzioni principali della istituzione regionale, quella della pianificazione territoriale e della programmazione delle opere di interesse regionale ha subito un progressivo ridimensionamento. Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento è di fatto svuotato per lentezze e varianti e importante apparato di uffici regionali (ambiente e difesa del suolo, pianificazione territoriale, urbanistica, Commissioni VAS, VINCA e NUV) è stato accentrato, caso probabilmente unico in Italia, nella Segreteria regionale per le Infrastrutture che vede da anni al suo vertice l’ Ing. Silvano Vernizzi . </p>
<p>Il Consiglio Regionale ha costituito nei giorni scorsi una Commissione d’inchiesta che dovrebbe valutare la validità e la correttezza delle modalità di conduzione dei lavori pubblici nel Veneto, in particolare – ma non solo &#8211; quelli gestiti col metodo della finanza di progetto. Ma andrebbe verificato lo stesso operato di Veneto Strade SpA che da società di servizio tende a divenire il vero centro decisionale e di spesa regionale. </p>
<p>Seppure il provvedimento rincorra l’iniziativa della Magistratura che sino ad ora sta imputando Baita ed altri per reati di falsa fatturazione ed evasione fiscale, riteniamo fondamentale e epocale la decisione. </p>
<p>Sempre che tale Commissione non si soffermi solo sugli aspetti formali degli affidamenti, ma eserciti la sua azione per verificare la validità e l’utilità, sotto il profilo economico, ambientale e strategico, dei molti progetti infrastrutturali al momento già attivi o in fase di attivazione. </p>
<p>E’ giusto e prioritario affrontare il tema della correttezza e della congruità della spesa sotto l’aspetto della convenienza e della sostenibilità economica, coinvolgendo la Corte dei Conti, e delle possibili evidenze di corruzione collaborando con la Magistratura. Ma non si può tacere sull’intero modello incentrato sullo svilimento della programmazione e sulla mano libera ai privati nella promozione dei progetti e nella definizione della loro stessa tipologia, alla cui definizione si è talvolta giunti grazie a forzature, carenza di trasparenza ed irregolarità. </p>
<p>Basti qui citare la segretazione del piano economico finanziario e della convenzione fra Regione Veneto e SIS, disposta nel caso della Pedemontana da parte del Segretario regionale per le infrastrutture, o l’abuso degli strumenti di semplificazione procedurale previsti a sensi della legge 443/2001 per opere solo successivamente ricomprese fra le infrastrutture strategiche di carattere regionale, come accaduto almeno per la Nogara Mare e per il sistema GRAP-Camionabile. </p>
<p>Chiediamo: </p>
<p>ñ      che tale Commissione lavori in piena trasparenza, rendendo disponibili tutti i documenti relativi al corpo dei contratti delle opere pubbliche, sia in regime di contratto di concessione di servizi tramite finanza di progetto ce in regime di contratto di appalto e che sia aperta alla partecipazione di esperti proposti dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni dei cittadini che nei vari territori si sono opposti a varie opere riconducibili a questo sistema di gestione e che, nella maggioranza dei casi, vedono coinvolto il Gruppo Mantovani; </p>
<p>ñ      che il Consiglio Regionale chieda alla Giunta regionale di sospendere, fino alla fine del lavoro della Commissione d’Inchiesta, tutti gli iter in essere di opere regionali che prevedano la finanza di progetto e che sia abbandonata questa modalità di promozione, realizzazione e gestione delle opere pubbliche, che costituiscono un debito pubblico mascherato pagato dai cittadini ; </p>
<p>ñ      che la Commissione d’Inchiesta affronti e risolva il problema della sovrabbondanza di incarichi all’Ing. Silvano Vernizzi e dell’evidente conflitto d’interesse e di competenze insito nell’essere contemporaneamente Segretario regionale per le Infrastrutture e presidente delle principali Commissioni di Valutazione, C.T.R., VAS, VIA, VinCA, oltre che vice-presidente del NUV e Amministratore Delegato della società controllata Veneto Strade spa. </p>
<p>Lo scrivente Coordinamento chiederà di incontrare nelle prossime settimane i capigruppo di maggioranza e opposizione in Consiglio Regionale , insistendo sul punto della Commissione d’Inchiesta trasparente ed aperta. </p>
<p>A tal fine il Coordinamento dei Comitati organizzerà nei prossimi mesi pubbliche assemblee pubbliche per illustrare i temi qui riassunti , anche in relazione ad ogni specifica opera (Pedemontana, Nogara Mare, Camionabile e Grap, Valdastico, Valsugana, Meolo-Jesolo, Passante Nord di Rovigo, etc…) </p>
<p>I Comitati.</p>
<p>Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa – Co.Ve.P.A, Comitato Difesa Salute Territorio ValleAgno 2010, Associazione No alla Centrale Montecchio Maggiore, Cittadini Attivi Trissino anch&#8217;IO!, COORDINAMENTO 41 RICORRENTI SPV NOV 2010,  VENETO SOSTENIBILE, COMITATI MOBILITA’ SOSTENIBILE LORIA ALTIVOLE SAN ZENONE E POVEGLIANO, Associazione Parco Delle Rogge Bassano del Grappa, Associazione Povegliano Pro Ambiente, CivicaperVolpago, Comitati Decrescita Treviso, &#8220;Cittadini/e di Montecchio Maggiore contrari alla Pedemontana&#8221;, Comitato A.Canova Vigonovo, Comitato Stra per la Salvaguardia della Riviera, Legambiente Saonara circolo Sarmazza, Laboratorio Mirano Condivisa, Comitato difendiamo l&#8217;ambiente Fiesso d&#8217;Artico, AltroVe – Rete veneta dei comitati ed associazioni per un Altro Veneto, Rete Polesana dei Comitati per l&#8217;Ambiente, Centro Documentazione Polesano onlus -  Badia Polesine (RO), Presidio di LIBERA  &#8220;Rita Atria -  Badia Polesine (RO), Comitato Commenda Est – Rovigo, Comitato Diritto alla Città – Rovigo, WWF Rovigo, Italia Nostra  Rovigo, Comitato Cittadini liberi di Porto Tolle (RO), Comitato Pontecchio pulita (RO), InterComAmbiente – Trecenta (RO), Comitato Ambiente e Sviluppo &#8211; Cavarzere (VE), &#8220;Comitato di Cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle, di Verona.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Adesioni </span></p>
<p>Aderisce Movimento 5 Stelle Veneto;</p>
<p>SEL Veneto aderisce al documento dei Comitati e alle richieste in esso contenute sulla galassia Mantovani.</p>
<p>Dino Facchini, coordinatore regionale SEL Veneto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>UN MONUMENTO FUNEBRE IN LAGUNA</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 22:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Altro non è e non sarà la torre Cardin ai margini della laguna. Il monumento funebre di un ricco ed attempato signore che si è fatto da sé, che ha portato il proprio cognome molto in alto ma che non è sicuro di quale fine farà domani quello stesso cognome. Magari il marchio sarà presto acquistato, come successo con altri, da qualche principe arabo, speculatore indiano o ex comunista russo. La torre gli serve per celebrare la propria gloria imperitura, perché, questo è certo, 250 metri di torre la vedremo e la vedranno da molto lontano. Si dice che dal Grappa si veda Venezia. Io non ci sono mai riuscito, ma la torre ci credo, con una giornata meno vischiosa delle altre la vedrei di certo. Sarà il nuovo segno della laguna, la vera emergenza da vedere dalla riva di Piazza San Marco stanchi delle ripetitive architetture di Coducci e Sansovino, degli arabeschi di San Marco e del Palazzo Ducale, della macchina del Longhena o del più discosto Palladio. Per questo deve per forza essere così alta, deve attrarre, catturare, essere la presenza costante in uno dei luoghi più conosciuti ed amati del mondo, oltre che bistrattato. Rivaleggiare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infocat.it/?attachment_id=8033" rel="attachment wp-att-8033"><img class="aligncenter size-full wp-image-8033" title="sensazionale cardin" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/sensazionale-cardin.jpg" alt="" width="442" height="263" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro non è e non sarà la torre Cardin ai margini della laguna. Il monumento funebre di un ricco ed attempato signore che si è fatto da sé, che ha portato il proprio cognome molto in alto ma che non è sicuro di quale fine farà domani quello stesso cognome. Magari il marchio sarà presto acquistato, come successo con altri, da qualche principe arabo, speculatore indiano o ex comunista russo.</p>
<p>La torre gli serve per celebrare la propria gloria imperitura, perché, questo è certo, 250 metri di torre la vedremo e la vedranno da molto lontano. Si dice che dal Grappa si veda Venezia. Io non ci sono mai riuscito, ma la torre ci credo, con una giornata meno vischiosa delle altre la vedrei di certo.</p>
<p>Sarà il nuovo segno della laguna, la vera emergenza da vedere dalla riva di Piazza San Marco stanchi delle ripetitive architetture di Coducci e Sansovino, degli arabeschi di San Marco e del Palazzo Ducale, della macchina del Longhena o del più discosto Palladio.</p>
<p>Per questo deve per forza essere così alta, deve attrarre, catturare, essere la presenza costante in uno dei luoghi più conosciuti ed amati del mondo, oltre che bistrattato.</p>
<p>Rivaleggiare con Venezia lo scopo, la gara sottaciuta.</p>
<p>Non sorprende, purtroppo, il coro di consensi attorno all’opera. Certo, la crisi fa la sua parte, ma l’accettazione persino entusiastica del progetto fa pensare che i veneziani tengano poco all’unicità della propria città.</p>
<p>Francesco Pancin</p>
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		<title>FUORI LUOGO E FUORI NORMA</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 22:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla Torre che la Regione e il Comune di Venezia vogliono lasciar fare a Marghera solo perché Pierre Cardin, griffe della moda,  e lo studio Altieri, ingegneria ospedaliera, hanno fatto questa proposta, voglio esprimere alcune considerazioni. 1.       Il progetto è stato dichiaratamente presentato come buono per tutti i luoghi. Qualcuno ricorderà che qualche anno fa lo stesso disegno apparve sulla stampa locale come proposta per l’area di Veneto City, proposta peraltro ignorata da Endrizzi &#38; C. E ora i promotori dichiarano  “se non ce lo lasciate fare a Marghera, andremo a farlo in Cina o a Dubai !” Dunque, può definirsi come un’opera fuori luogo; la progettazione non nasce dal confronto col luogo da cui deve sorgere ma dalla presuntuosa imposizione dell’ opera al luogo, qualunque esso sia. Nel nostro caso, il “luogo qualsiasi” è Venezia con la sua laguna e il  suo skyline ! 2.       Domanda. Venezia, trarrebbe vantaggi da quest’opera o, piuttosto, non sarebbe la torre-astronave di Cardin a trarre un immenso vantaggio di immagine dalla sua collocazione a Venezia ? Io credo  che sarebbe facie già ora scoprire che si tratterebbe di un insediamento parassitario che susciterebbe,  qualora si avviasse, mille effetti negativi e un mare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla Torre che la Regione e il Comune di Venezia vogliono lasciar fare a Marghera solo perché Pierre Cardin, griffe della moda,  e lo studio Altieri, ingegneria ospedaliera, hanno fatto questa proposta, voglio esprimere alcune considerazioni.</p>
<p>1.       Il progetto è stato dichiaratamente presentato come <em>buono per tutti i luoghi</em>. Qualcuno ricorderà che qualche anno fa lo stesso disegno apparve sulla stampa locale come proposta per l’area di Veneto City, proposta peraltro ignorata da Endrizzi &amp; C. E ora i promotori dichiarano  “se non ce lo lasciate fare a Marghera, andremo a farlo in Cina o a Dubai !” Dunque, può definirsi come un’opera fuori luogo; la progettazione non nasce dal confronto col luogo da cui deve sorgere ma dalla presuntuosa imposizione dell’ opera al luogo, qualunque esso sia. Nel nostro caso, il “luogo qualsiasi” è Venezia con la sua laguna e il  suo skyline !</p>
<p>2.       Domanda. Venezia, trarrebbe vantaggi da quest’opera o, piuttosto, non sarebbe la torre-astronave di Cardin a trarre un immenso vantaggio di immagine dalla sua collocazione a Venezia ? Io credo  che sarebbe facie già ora scoprire che si tratterebbe di un insediamento parassitario che susciterebbe,  qualora si avviasse, mille effetti negativi e un mare di pentimenti. Non si capisce quindi l’entusiastico sostegno di Zaia e, soprattutto, quello del sindaco Orsoni e del suo Consiglio Comunale. Sostegno che arriva ad auspicare, quasi a pretendere, la deroga al limite di altezza imposto dall’ente che sorveglia e garantisce la sicurezza del volo. Mica una deroga da 10 metri ma per più del doppio dell’altezza consentita.  E tutto questo mentre si pongono ostacoli da parte della stessa Venezia allo sbocco in laguna dell’idrovia Padova –mare, un progetto addirittura benefico per la laguna oltre che per  il territorio. Oltre che fuori luogo dunque, anche fuori norma. Forse lo vogliono lasciar fare per una inespressa voglia di emulazione con Dubai; per stupire un po’ il mondo anche noi veneti insomma. (Io mi limito qui a far notare che <em>stupore</em> ha la stessa radice di<em> stupidità</em>.)</p>
<p>3.       Ma, ammesso che ci siano i capitali per rendere esecutivo il progetto  di questo “espositore da profumeria fuori scala”, chi è che andrà a comprarlo, e per fare cosa, non si sa bene. L’ operazione appare di fatto meramente speculativa: acquisire, in deroga a tutto, un accordo di programma che riconosca un diritto di edificabilità e un copyright, e incominciare a trovare acquirenti o soci. Senza far niente fino a che l’operazione non sarà sufficientemente coperta da altri. Come a Veneto City. Pura acquisizione di rendita fondiaria di cui servirsi sui mercati finanziari. Hanno riflettuto Orsoni e Zaia su questo carattere del progetto Altieri-Cardin ? O vogliono lasciar credere che Pierre Cardin finanzierà in proprio il progetto per uno spirito mecenatesco?</p>
<p>4.       Noto un silenzio assoluto finora da parte dei professori dell’IUAV, teorici dell’architettura e urbanisti. Nulla sulla qualità di questo progetto e sul suo impatto ambientale. Nulla da dire neanche sul riconoscimento di fatto di Pierre Cardin, stilista di moda, nel novero degli archistar.</p>
<p>5.       Fra le diverse prese di posizione emerse sulla stampa nelle scorse settimane, concordo del tutto con quella di Gianfranco Vecchiato, architetto ed ex assessore nella giunta Cacciari. Concordo appieno anche con Franco Miracco che, a proposito di questo progetto parla di “coso”  ricordando i ben più significativi progetti di architettura di Le Corbusier e di Wright che Venezia negli anni ’60 non volle che si facessero.</p>
<p> Dice Cardin che la torre è ispirata ad un mazzo di fiori- qualcuno vi intravede addirittura delle  <em>capelonghe </em>– e, data l’ inderogabile sua altezza si pretende per questo mausoleo una deroga dall’ ENAC. E non è detto che, malgrado sia scandalosa anche solo l’ipotesi, la deroga non arrivi. Probabilmente la si potrà giustificare dicendo che anche gli aerei in fase di atterraggio al Marco Polo hanno bisogno di una sorta di rotonda di orientamento e di puntamento. La prima rotonda aerea al mondo. Forse è questo il primato che si cerca.</p>
<p>Antonio Draghi architetto</p>
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		<title>Casello di Roncoduro: comunicato stampa del 19 gennaio 2013</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 19:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Casello di Roncoduro: contrariamente a quanto affermato dal Sindaco di Dolo, il progetto esiste e dimostra la fattibilità della riapertura in direzione sia di Padova che di Venezia &#8220;Da quello che mi risulta l&#8217;unico studio di fattibilità per il ripristino del casello di Roncoduro prevedeva l&#8217;ingresso e l&#8217;uscita solo in direzione di Venezia&#8221;: queste le dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco di Dolo in relazione a quanto affermato da CAT circa l&#8217;esistenza di un progetto che dimostra la possibilità di riapertura dello svincolo sia in direzione di Venezia che di Padova. CAT conferma l&#8217;esistenza di detto progetto, dichiara di esserne in possesso, e mette lo stesso progetto a disposizione dei Comuni interessati; inoltre, CAT ha avuto modo di intervistare il progettista, Ing. Alberto Baccega, (l&#8217;intervista è disponibile su www.infocat.it) che afferma di aver presentato, in più occasioni, lo studio di fattibilità all&#8217;Ing. Vernizzi e all&#8217;Ing. Fasiol di Veneto Strade, presente il Sindaco di Dolo Maria Maddalena Gottardo. Come mai il Sindaco di Dolo non ricorda questa circostanza? Perché non è stata arretrata la barriera da Venezia a Rondoduro? Perché Regione Veneto e Comune di Dolo sostengono che non è possibile la riapertura di Roncoduro anche verso Padova? CAT azzarda qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Casello di Roncoduro: contrariamente a quanto affermato dal Sindaco di Dolo, il progetto esiste e dimostra la fattibilità della riapertura in direzione sia di Padova che di Venezia</strong></p>
<p>&#8220;<em>Da quello che mi risulta l&#8217;unico studio di fattibilità per il ripristino del casello di Roncoduro prevedeva l&#8217;ingresso e l&#8217;uscita solo in direzione di Venezia&#8221;: </em>queste le dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco di Dolo in relazione a quanto affermato da CAT circa l&#8217;esistenza di un progetto che dimostra la possibilità di riapertura dello svincolo sia in direzione di Venezia che di Padova.</p>
<p>CAT conferma l&#8217;esistenza di detto progetto, dichiara di esserne in possesso, e mette lo stesso progetto a disposizione dei Comuni interessati; inoltre, CAT ha avuto modo di intervistare il progettista, Ing. Alberto Baccega, (l&#8217;intervista è disponibile su www.infocat.it) che afferma di aver presentato, in più occasioni, lo studio di fattibilità all&#8217;Ing. Vernizzi e all&#8217;Ing. Fasiol di Veneto Strade, presente il Sindaco di Dolo Maria Maddalena Gottardo.</p>
<p>Come mai il Sindaco di Dolo non ricorda questa circostanza? Perché non è stata arretrata la barriera da Venezia a Rondoduro? Perché Regione Veneto e Comune di Dolo sostengono che non è possibile la riapertura di Roncoduro anche verso Padova?</p>
<p>CAT azzarda qualche ipotesi: forse che, con l&#8217;arretramento della barriera, si impedirebbe l&#8217;innesto della Romeaco mmerciale a Roncoduro e si inficerebbe la necessità della camionabile pervicacemente voluta dal duo Chisso-Brentan?</p>
<p>Forse che, con la completa operatività di Roncoduro (verso Padova e Venezia), non sarebbe giustificabile il nuovo casello di Albarea, funzionale a Veneto City?</p>
<p>Supposizioni, certo, che però trovano un fondamento nell&#8217;alone di mistero e nelle circostanze poco chiare, per usare un eufemismo, che muovono intorno a questa vicenda: ad esempio il decreto col quale l&#8217;Ing. Vernizzi dà attuazione al progetto esecutivo che sopprime l&#8217;arretramento della barriera, non è mai stato reso pubblico.</p>
<p>O, ancora, le recenti amnesie del Sindaco Gottardo.</p>
<p>Di tali e tante colpevoli negligenze ne stanno pagando le conseguenze i cittadini della Riviera del Brenta e del Miranese, oltre agli abitanti di Vetrego.</p>
<p>L&#8217;Ing. Baccega sostiene, inoltre, la fattibilità dell&#8217;arretramento della barriera da Venezia a Dolo; la mancata attuazione di questa prescrizione della commissione VIA, addebitabile al commissario Ing. Vernizzi e, conseguentemente alla Regione Veneto, continua a causare tutta una serie di disagi a carico dell&#8217;utenza autostradale che si serve del casello di Mirano e agli abitanti di Vetrego.</p>
<p>CAT ribadisce con forza la necessità dell&#8217;arretramento della barriera a Roncoduro, quale prevista misura di compensazione dovuta a fronte della costruzione del passante, in ottemperanza alle cogenti prescrizioni della commissione VIA disattese dal commissario Vernizzi.</p>
<p>Di tale necessità si devono fare interpreti gli enti locali interessati che, diversamente, sarebbero corresponsabili dell&#8217;attuale stato di fatto.</p>
<p>CAT</p>
<p>Adone Doni 3400020207</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Casello di Mirano &#8211; La Regione Veneto e CAV rispettino le prescrizioni VIA del Passante</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 11:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casello Roncoduro]]></category>
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		<category><![CDATA[casello dolo]]></category>

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		<description><![CDATA[CAT accoglie con soddisfazione la mozione del Consiglio Comunale di Mirano che chiede alla Regione Veneto e a CAV (società partecipata da Regione Veneto e ANAS che gestisce passante e il tratto autostradale Padova-Venezia) il rispetto delle prescrizioni VIA relative al passante, e cioè &#8220;-subordinare al completamento degli archi principali della rete stradale nell’area la dismissione dell’attuale casello di Venezia – Mestre, con la liberalizzazione del traffico sul tratto autostradale (compreso tra i caselli Dolo e Venezia – Mestre), al fine di evitare che le infrastrutture esistenti continuino a svolgere funzioni di attraversamento; -prevedere in corrispondenza dei caselli aree di parcheggio anche per mezzi pubblici idoneamente attrezzate con un numero di posti macchina non inferiore a 200 per le stazioni sulla A4 e non inferiore a 100 sulle altre …&#8221;  In applicazione di tali prescrizioni il progetto definitivo approvato prevedeva la realizzazione di una barriera ove, originariamente, sorgeva il casello autostradale di Dolo – Mirano; come si evince dal progetto definitivo approvato  il nuovo casello di Dolo, utilizzando la viabilità locale preesistente, avrebbe creato una barriera all’ingresso della tangenziale di Mestre, con conseguente liberalizzazione della stessa, così come prescritto dal CIPE.  Il commissario al passante Vernizzi, disattendendo tali prescrizioni, ha invece approvato un nuovo progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAT accoglie con soddisfazione la mozione del Consiglio Comunale di Mirano che chiede alla Regione Veneto e a CAV (società partecipata da Regione Veneto e ANAS che gestisce passante e il tratto autostradale Padova-Venezia) il rispetto delle prescrizioni VIA relative al passante, e cioè &#8220;<em>-</em>subordinare al completamento degli archi principali della rete stradale nell’area la dismissione dell’attuale casello di Venezia – Mestre, con la liberalizzazione del traffico sul tratto autostradale (compreso tra i caselli Dolo e Venezia – Mestre), al fine di evitare che le infrastrutture esistenti continuino a svolgere funzioni di attraversamento;</p>
<p>-prevedere in corrispondenza dei caselli aree di parcheggio anche per mezzi pubblici idoneamente attrezzate con un numero di posti macchina non inferiore a 200 per le stazioni sulla A4 e non inferiore a 100 sulle altre …&#8221; </p>
<p>In applicazione di tali prescrizioni il progetto definitivo approvato prevedeva <span style="text-decoration: underline;">la realizzazione di una barriera ove, originariamente, sorgeva il casello autostradale di Dolo – Mirano; </span>come si evince dal progetto definitivo approvato  il nuovo casello di Dolo, utilizzando la viabilità locale preesistente, avrebbe creato una barriera all’ingresso della tangenziale di Mestre, con conseguente liberalizzazione della stessa, così come prescritto dal CIPE. </p>
<p>Il commissario al passante Vernizzi, disattendendo tali prescrizioni, ha invece approvato un nuovo progetto esecutivo che costituisce una palese violazione delle prescrizioni contenute nella valutazione di impatto ambientale del passante, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e della relativa delibera CIPE n.80. </p>
<p>Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: giornaliere congestioni di traffico al Casello di Vetrego dovuto al fenomeno dei cosiddetti &#8220;furbetti&#8221; , <span style="text-decoration: underline;">che tali non sono, anzi, assieme agli abitanti di Vetrego sono quelli che pagano le conseguenze di tali nefaste decisioni.</span> Inoltre, dall&#8217;apertura del passante, si è assistito ad un incremento di traffico sulla SR11; ciò è conseguenza del fatto che il casello di Vetrego, al contrario dello storico casello di Roncoduro, è scomodo per l&#8217;utenza pendolare della Riviera del Brenta. </p>
<p>A CAT risulta, inoltre, che presso il Comune di Dolo sia depositato un progetto che dimostra la fattibilità della riapertura di Roncoduro <span style="text-decoration: underline;">nelle due direzioni di Padova e Venezia</span>, contrariamente al progetto della Regione che prevede il transito solo in direzione di Venezia. Del progetto regionale, in ogni caso,  non si ha più alcuna notizia malgrado il Sindaco di Dolo, negli ultimi due anni, ne abbia proclamato l&#8217;immediata attuazione in un numero impressionante di occasioni.  </p>
<p>Sulla base delle precedenti considerazioni, CAT rivolge un accorato appello alla Conferenza dei Sindaci e a tutti i Comuni della Riviera del Brenta affinché i rispettivi consigli comunali approvino una mozione analoga a quella del Comune di Mirano, che impegni tutti gli attori di questa vicenda al rispetto degli accordi presi, affinché i cittadini della Riviera del Brenta e del Miranese non debbano pagare inadempienze di altri.</p>
<p> CAT</p>
<p>Adone Doni</p>
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		<title>Sabato 15 dicembre ore 10,30: Scavo Idrovia e interramento elettrodotto.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 13:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 dicembre alle ore 10.30, presso mappale 10 e 11, foglio 6,  (vedi mappa) avrà inizio lo scavo dimostrativo dell’ idrovia Padova-Mare e dell’interramento elettrodotto. Comitati, associazioni e cittadini sono invitati a partecipare, portando pale, picconi e carriole, senza dimenticare striscioni e bandiere per ricordare la priorità assoluta della sicurezza idraulica delle terre tra Brenta e Bacchiglione . Per arrivare sul posto, dalla Regionale 11 all&#8217;altezza della rotonda di Casello 9 a Fiesso d&#8217;Artico prendere la direzione per Fossò-Piove di Sacco e giunti al 2° semaforo (ai piedi del cavalcavia sull&#8217;idrovia) girare a destra per S.Pietro di Stra; dopo circa 700 metri girare sulla prima stradina a sinistra in corrispondenza di una curva e proseguire per altri 700 metri. Per chi proviene da Fossò dopo la z.i. superato il cavalcavia sull&#8217;idrovia, al semaforo gira a sinistra e dopo circa 700 metri girare sulla prima stradina a sinistra in corrispondenza di una curva e proseguire per altri 700 metri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 dicembre alle ore 10.30, presso mappale 10 e 11, foglio 6,  (vedi mappa) avrà inizio lo scavo dimostrativo dell’ idrovia Padova-Mare e dell’interramento elettrodotto.</p>
<p>Comitati, associazioni e cittadini sono invitati a partecipare, portando pale, picconi e carriole, senza dimenticare striscioni e bandiere per ricordare la priorità assoluta della sicurezza idraulica delle terre tra Brenta e Bacchiglione .</p>
<p>Per arrivare sul posto, dalla Regionale 11 all&#8217;altezza della rotonda di Casello 9 a Fiesso d&#8217;Artico prendere la direzione per Fossò-Piove di Sacco e giunti al 2° semaforo (ai piedi del cavalcavia sull&#8217;idrovia) girare a destra per S.Pietro di Stra; dopo circa 700 metri girare sulla prima stradina a sinistra in corrispondenza di una curva e proseguire per altri 700 metri. Per chi proviene da Fossò dopo la z.i. superato il cavalcavia sull&#8217;idrovia, al semaforo gira a sinistra e dopo circa 700 metri girare sulla prima stradina a sinistra in corrispondenza di una curva e proseguire per altri 700 metri.<a href="http://www.infocat.it/?attachment_id=7916" rel="attachment wp-att-7916"><img class="aligncenter size-large wp-image-7916" title="area-scavo" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2012/12/area-scavo11-1024x629.jpg" alt="" width="576" height="353" /></a></p>
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		<title>C.S. CAT 21/11/12 &#8211; Elettrodotto Dolo-Camin: Terna inizia i lavori</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 08:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=7906</guid>
		<description><![CDATA[Malgrado il Consiglio di Stato non si sia ancora pronunciato sui due appelli presentati da Cat e dai Comuni  e al TAR del Lazio sia ancora pendente un altro ricorso di un privato, la società elettrica inizierà i lavori della nuova linea elettrica il prossimo 10 dicembre. Con questa decisione Terna dà l&#8217;ennesima prova della protervia con cui generalmente agisce, non tenendo nel dovuto rispetto gli organi della giustizia amministrativa che si devono ancora pronunciare sulla fattibilità dell&#8217;infrastruttura in modalità aerea. Ma tant&#8217;è. Terna continua nella sua azione non tenendo nella minima considerazione le legittime aspettative degli abitanti che si battono per l&#8217;interramento  della linea, in quanto credono che la vivibilità  e la salvaguardia dell&#8217;ambiente in cui vivono sia un bene che non ha prezzo. La società elettrica romana, invece, privilegia sempre il profitto che va ad ingrassare i suoi già  pingui azionisti  (per il 70% privati) come dimostrano i risultati economici della società stessa: utile lordo del 2011 pari a 1,2 miliardi su un fatturato di 1,63 miliardi con un trend in continua crescita! Infatti l&#8217;utile lordo del primo semestre è in aumento del 10,3% sul 2011! Questo perché di fatto Terna ha il monopolio e il suo mestiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.infocat.it/?attachment_id=251" rel="attachment wp-att-251"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="selva_di_tralicci" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/selva_di_tralicci-e1262598727390.jpg" alt="" width="120" height="179" /></a>Malgrado il Consiglio di Stato non si sia ancora pronunciato</strong></span> sui due appelli presentati da Cat e dai Comuni  e al TAR del Lazio sia ancora pendente un altro ricorso di un privato, <strong><span style="color: #ff0000;">la società elettrica inizierà i lavori della nuova linea elettrica il prossimo 10 dicembre.</span></strong></p>
<p>Con questa decisione <span style="color: #ff0000;"><strong>Terna dà l&#8217;ennesima prova della protervia con cui generalmente agisce, non tenendo nel dovuto rispetto gli organi della giustizia amministrativa</strong></span> che si devono ancora pronunciare sulla fattibilità dell&#8217;infrastruttura in modalità aerea.</p>
<p>Ma tant&#8217;è. Terna continua nella sua azione non tenendo nella minima considerazione le legittime aspettative degli abitanti che si battono per l&#8217;interramento  della linea, in quanto credono che la vivibilità  e la salvaguardia dell&#8217;ambiente in cui vivono sia un bene che non ha prezzo.</p>
<p>La società elettrica romana, invece, privilegia sempre il profitto che va ad ingrassare i suoi già  pingui azionisti  (per il 70% privati) come dimostrano i risultati economici della società stessa: <strong><span style="color: #ff0000;">utile lordo del 2011 pari a 1,2 miliardi su un fatturato di 1,63 miliardi con un trend in continua crescita! Infatti l&#8217;utile lordo del primo semestre è in aumento del 10,3% sul 2011!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Questo perché di fatto Terna ha il monopolio e il suo mestiere è più sicuro di una licenza per stampare denaro</span></strong>: chi vuole spostare elettricità da un capo all&#8217;altro dell&#8217;Italia deve pagare il pedaggio a Terna. Quindi rischio di mercato zero, non c&#8217;è concorrenza, non ci sono alternative.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Da notare, infine, che il 35% circa del capitale di Terna è in mano a fondi esteri,</span></strong> per cui i soldi che Terna incassa dal cittadino italiano tramite le bollette finiranno, sotto forma di lauti dividendi, a soggetti istituzionali esteri che li reinvestiranno altrove.</p>
<p>Vogliamo infine ricordare che, nella sua azione, <strong><span style="color: #ff0000;">Terna è supportata oltre che dai Ministeri romani anche dalla Regione Veneto che si è costituita in giudizio al suo fianco,</span></strong> confermando ancora una volta quale sia la considerazione in cui tiene i veneti.</p>
<p>Concludiamo confermando che <span style="color: #0000ff;"><strong>nei prossimi giorni CAT  darà mandato ai suoi legali affinché  venga chiesto agli organi di giustizia amministrativa la sospensione dei lavori.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ANCORA GRAZIE</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 20:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle foto che seguono c’è il racconto di un evento che abbiamo già commentato  e non servirebbero davvero altre  particolari descrizioni, per una serata che ha visto la partecipazione di così tante persone,  che mai  riusciremo a ringraziare abbastanza per il sostegno dato  con la propria presenza  all’impegno del Comitato “Antonio Canova” e  Cat. Tanta partecipazione, per celebrare un altro anno di guerra contro l’elettrodotto e mantenere viva l’attenzione sul destino dell’idrovia, ci conforta e ci motiva forse ancor più dello strepitoso successo della  lotteria che  Maela Nicoletto ha perseguito con la solita determinazione e grazia, consentendoci di affrontare così,  con animo più leggero, il ricorso al Consiglio di Stato contro Terna. Non ci resta che rinnovare il nostro ringraziamento  a tutti i partecipanti e a chi ha voluto contribuire anche con un solo biglietto della lotteria alle battaglie di tutta una comunità. Uno speciale  riconoscimento lo dobbiamo  però alla famiglia Canella dei supermercati ALI’ cui si deve la disponibilità di gran parte dei premi estratti ed ancora a Maela per l’organizzazione davvero di tutto, dal menu della cena all’estrazione finale dei premi. Ancora un ringraziamento a tutti i volontari della parrocchia per la gradevole cena e l’efficienza del servizio  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle foto che seguono c’è il racconto di un evento che abbiamo già commentato  e non servirebbero davvero altre  particolari descrizioni, per una serata che ha visto la partecipazione di così tante persone,  che mai  riusciremo a ringraziare abbastanza per il sostegno dato  con la propria presenza  all’impegno del Comitato “Antonio Canova” e  Cat.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-7871" title="nuovo3b" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2012/11/nuovo3b.jpg" alt="" width="567" height="401" /></em></p>
<p>Tanta partecipazione, per celebrare un altro anno di guerra contro l’elettrodotto e mantenere viva l’attenzione sul destino dell’idrovia, ci conforta e ci motiva forse ancor più dello strepitoso successo della  lotteria che  Maela Nicoletto ha perseguito con la solita determinazione e grazia, consentendoci di affrontare così,  con animo più leggero, il ricorso al Consiglio di Stato contro Terna.</p>
<p>Non ci resta che rinnovare il nostro ringraziamento  a tutti i partecipanti e a chi ha voluto contribuire anche con un solo biglietto della lotteria alle battaglie di tutta una comunità.</p>
<p>Uno speciale  riconoscimento lo dobbiamo  però alla famiglia Canella dei supermercati ALI’ cui si deve la disponibilità di gran parte dei premi estratti ed ancora a Maela per l’organizzazione davvero di tutto, dal menu della cena all’estrazione finale dei premi.</p>
<p>Ancora un ringraziamento a tutti i volontari della parrocchia per la gradevole cena e l’efficienza del servizio  fra i tavoli.</p>
<p>Ed un plauso infine anche a chi c’è sempre negli incontri, nei convegni, sulla stampa, in ogni manifestazione in cui si parli di difesa del nostro territorio: ad Antonio, Adone, Roberta, Giorgio, Lorella, Leonardo e che, anche con chi a questa cena non è potuto essere presente, come tutti  gli amici di Pianga,  si è  speso negli anni per la riuscita di questo ed altri  eventi.</p>
<p>Motivo di più per ritrovarci tutti il prossimo anno. Siamo sicuri che Antonio approverebbe.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>07/11/12 &#8211; Aggiornamenti da CAT</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 22:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile successo della cena conviviale organizzata dal Comitato “A.Canova” di Vigonovo sabato 27 ottobre a Tombelle. Più di duecentoventi intervenuti in una serata che ha unito divertimento e buon cibo, ma soprattutto la condivisione degli obiettivi di salvaguardia del territorio. Le generose offerte raccolte con la sottoscrizione ci permettono di affrontare con maggiore serenità le spese legali per i ricorsi in atto, primo fra tutti quello al Consiglio di Stato contro l’elettrodotto Terna. CAT ringrazia di cuore tutti i partecipanti alla serata e quanti hanno contribuito “a distanza”. In allegato un foto della enorme tavolata. Per chi volesse effettuare una sottoscrizione può utilizzare in numero di conto corrente intestato a CAT – Comitati Ambiente e Territorio presso la BBC di Piove di Sacco – Filiale 014 di Vigonovo IBAN:  IT11U0872836370000000016545 &#160; Domenica 4 si sono svolti i presidi sui ponti del Bacchiglione a Ponte S.Nicolò e sul Brenta a Campolongo M., a memoria delle alluvioni che nei decenni hanno martoriato i territori tra Brenta e Bacchiglione. Hanno proposto l’iniziativa molti comitati collegati in un coordinamento stabile Bacchiglione-Brenta promosso da CAT che chiede a gran voce interventi urgenti per la sicurezza idraulica, primo fra tutti il completamento dell’idrovia Padova-Venezia, opera assolutamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Incredibile successo della <strong>cena conviviale</strong> organizzata dal Comitato “A.Canova” di Vigonovo sabato 27 ottobre a Tombelle. <strong><span style="text-decoration: underline;">Più di duecentoventi intervenuti</span></strong> in una serata che ha unito divertimento e buon cibo, ma soprattutto la condivisione degli obiettivi di salvaguardia del territorio. Le generose offerte raccolte con la sottoscrizione ci permettono di affrontare con maggiore serenità le spese legali per i ricorsi in atto, primo fra tutti quello al Consiglio di Stato contro l’elettrodotto Terna.</span></p>
<p><a href="http://www.infocat.it/?attachment_id=7840" rel="attachment wp-att-7840"><img class="wp-image-7840 aligncenter" title="serata_a_Tombelle" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2012/11/serata_a_Tombelle.jpg" alt="" width="588" height="391" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">CAT ringrazia di cuore tutti i partecipanti alla serata e quanti hanno contribuito “a distanza”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In allegato un foto della enorme tavolata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per chi volesse effettuare una sottoscrizione può utilizzare in numero di conto corrente intestato a CAT – Comitati Ambiente e Territorio presso la BBC di Piove di Sacco – Filiale 014 di Vigonovo</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>IBAN:  IT11U0872836370000000016545</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Domenica 4 si sono svolti i <strong>presidi sui ponti del Bacchiglione a Ponte S.Nicolò e sul Brenta a Campolongo M.</strong>, a memoria delle alluvioni che nei decenni hanno martoriato i territori tra Brenta e Bacchiglione. Hanno proposto l’iniziativa molti comitati collegati in un coordinamento stabile Bacchiglione-Brenta promosso da CAT che chiede a gran voce interventi urgenti per la sicurezza idraulica, primo fra tutti il <strong><span style="text-decoration: underline;">completamento dell’idrovia Padova-Venezia</span></strong>, opera assolutamente prioritaria per una portata di almeno 450 mc/sec.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2012/11/volantino_4_novembre.pdf" target="_blank"><span style="color: #000000;">Cliccare qui</span></a> per vedere il volantino consegnato durante i presidi e sottoscritto da tutti i comitati del coordinamento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Qui sotto il filmato con foto dei presidi e il servizio andato in onda sul TG RAI regionale</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VZ-Ka1gSlDQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">Ricordiamo che venerdì 9 novembre alle ore 20,30 in sala consigliare a Campolongo ci sarà un <strong>incontro sul tema della manutenzione degli argini e la salvaguardia del territorio dal pericolo alluvioni e allagamenti</strong>. Modera la serata l’architetto Antonio Draghi, coordinatore CAT.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’occasione sarà possibile visitare la mostra fotografica delle alluvioni che hanno colpito il nostro territorio dal 1905 al 2012</span></p>
<div data-tooltip="Mostra contenuti abbreviati"></div>
<div data-tooltip="Mostra contenuti abbreviati"></div>
<div>
<div data-tooltip="Mostra contenuti abbreviati"></div>
</div>
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		<title>27/10/12 &#8211; Cena conviviale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 10:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=7755</guid>
		<description><![CDATA[presso la sala polivalente del Centro Parrocchiale di Tombelle di Vigonovo sabato 27 ottobre 2012 alle ore 20.00 &#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Menù completo  &#8211; Dall&#8217;antipasto al caffè Adulti  &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-   euro 18,oo Bambini fino ai 12 anni di età &#8212;&#8212;&#8212;&#8211; euro 12,00 Durante la serata si terrà l&#8217;estrazione dei premi Vi aspettiamo ! &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- Campagna di autofinanziamento per appello al Consiglio di Stato contro la realizzazione dell&#8217;elettrodotto aereo Terna Per info e informazioni: Maela 3385465946 segreteria e patronato mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 18.30 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">presso la sala polivalente del Centro Parrocchiale di Tombelle di Vigonovo</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>sabato 27 ottobre 2012 alle ore 20.00</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>Menù completo  &#8211; Dall&#8217;antipasto al caffè</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">Adulti  &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-   euro 18,oo</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">Bambini fino ai 12 anni di età &#8212;&#8212;&#8212;&#8211; euro 12,00</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Durante la serata si terrà l&#8217;estrazione dei premi</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Vi aspettiamo !</span></p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Campagna di autofinanziamento per appello al Consiglio di Stato contro la realizzazione dell&#8217;elettrodotto aereo Terna</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Per info e informazioni: Maela 3385465946</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">segreteria e patronato mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 18.30</span></p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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