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	<title>CAT - Comitati Ambiente e Territorio, NO a Veneto City, Città della Moda, VERVE, Elettrodotto Dolo - Camin, Camionabile Sull&#039;idrovia, Casello Albarea, Romea Commerciale o Autostrada Romea, no al consumo di suolo, basta sfruttamento del territorio</title>
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		<title>Legge Obiettivo Regionale: Rieccola</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inaugurazione della bretella di Pianzano da parte del Governatore Zaia ha riportato in auge la proposta di una legge obiettivo regionale già avanzata nell’era Galan dall’Assessore Chisso, e passata in commissione regionale col voto favorevole di tutti i partiti presenti. In breve, la fotocopia della proposta di legge regionale della Regione Lombardia, subito impugnata dallo stesso Governo Berlusconi in carica davanti alla Corte Costituzionale per i numerosi profili di contrasto con il dettato costituzionale e con la normativa di settore. Il rispolvero di una proposta sulla quale si butta a capofitto l’ineffabile Assessore alle Infrastrutture Renato Chisso, memore degli stop imposti da CAT con l’aiuto dei cittadini ad opere come la “Camionabile PD-VE”, per il mancato rispetto di norme procedurali già edulcorate e largamente semplificate. Lo slogan è che “è tutta colpa di Roma e dei suoi funzionari” e che per il progresso del Veneto occorre semplificare e velocizzare di più, insomma “fare presto e bene”, come ripete il duo Galan-Chisso. La nuova legge obiettivo prevede che, in caso di inerzia degli organi statali e del CIPE, trascorsi 60 giorni la Regione Veneto possa sostituirsi ad essi, esautorando così la commissione VIA nazionale; pressoché con il solo pensiero, magari dell’Assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/sordi-ombrello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1037" title="sordi-ombrello" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/sordi-ombrello-300x261.jpg" alt="" width="268" height="208" /></a></p>
<p>L’inaugurazione della bretella di Pianzano da parte del Governatore Zaia ha riportato in auge la <strong>proposta di una legge obiettivo regionale</strong> già avanzata nell’era Galan dall’Assessore Chisso, e <strong>passata in commissione regionale col voto favorevole di tutti i partiti presenti</strong>. In breve, la fotocopia della proposta di legge regionale della Regione Lombardia, subito impugnata dallo stesso Governo Berlusconi in carica davanti alla Corte Costituzionale per i numerosi profili di contrasto con il dettato costituzionale e con la normativa di settore.</p>
<p>Il rispolvero di una proposta sulla quale si butta a capofitto <strong>l’ineffabile Assessore alle Infrastrutture Renato Chisso</strong>, memore degli stop imposti da CAT con l’aiuto dei cittadini ad opere come la “Camionabile PD-VE”, per il mancato rispetto di norme procedurali già edulcorate e largamente semplificate. <strong>Lo slogan è che “è tutta colpa di Roma e dei suoi funzionari”</strong> e che per il progresso del Veneto occorre semplificare e velocizzare di più, insomma “fare presto e bene”, come ripete il duo Galan-Chisso.</p>
<p>La nuova legge obiettivo prevede che, in caso di inerzia degli organi statali e del CIPE, <strong>trascorsi 60 giorni la Regione Veneto possa sostituirsi ad essi</strong>, <strong>esautorando così la commissione VIA nazionale</strong>; pressoché con il solo pensiero, magari dell’Assessore Chisso, di Zaia e pure della Segretaria del PD Filippin, <strong>le opere diventeranno seduta stante di reale interesse collettivo</strong>, di vera utilità, sostenibili e tranquillamente accettate dai cittadini che ne subiranno il peso in termini di salute e pure patrimoniali (per il bene collettivo magari di trasportatori e di imprenditori globalizzati con fabbrichette all’estero).</p>
<p>Opere che sentito l’altro slogan “Prima il Veneto” saranno certamente realizzate in finanza di progetto solo da ditte venete o vicine al sistema veneto. Come dire “sistema Galan”: Mantovani qua, studio Astaldi là, un pezzetto di Adria Infrastrutture della Sig.ra Minutillo (ex segretaria di Galan), Compagnia delle Opere dappertutto ed una spruzzatina di cooperative rosse.</p>
<p><strong>Basterà che dalla Regione si dica un VORREI… e già vedremo fiorire nuove autostrade gestite privatamente per 40 anni anche trasformando strade o tangenziali ora percorribili gratuitamente</strong>, <strong>o nuovi ospedali che asciugheranno di ogni risorsa tutto il budget sanitario regionale per gli anni a venire.</strong></p>
<p><strong>La legge obiettivo varata dal Governo Berlusconi e immodificata da quello Prodi è di per se già un insulto per la democrazia, che espropria di fatto le comunità locali, i comuni, le province, dalla possibilità di minimamente incidere nel procedimento di approvazione e realizzazione di una opera infrastrutturale decisa sì, dal governo centrale, ma anche sulla base di indicazioni provenienti dalle Regioni.</strong></p>
<p>Semplificare ulteriormente una procedura come la legge obiettivo che, invece, dovrebbe essere abolita,<strong> significa mettere ancor più in pericolo un territorio fortemente antropizzato come quello della Regione Veneto</strong>, che ha già perso molto, moltissimo, del suo fascino e della sua vivibilità e che non ha davvero bisogno che il buon governatore un bel giorno si svegli con l’idea di dire “bisogna fare l’autostrada Venezia-Monaco” (lungo il Piave, per Cortina, sotto le dolomiti di Fanes).</p>
<p>Perché, da domani, potrebbe essere già fatta!</p>
<p>CAT Comitati Ambiente Territorio</p>
<p><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/sordi-ombrello.jpg"></a></p>
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		<title>Centrale Nucleare nell’area di Veneto City? Un pretesto per scegliere il male minore</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 13:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto City]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito alla proposta di una Centrale Nucleare nell’area di Veneto City, se non fosse per un agosto rivierasco abbastanza fresco, si potrebbe pensare ad un colpo di calore per i due consiglieri del PdL Pasqual e Morara. Secondo CAT si tratta invece di una provocazione funzionale al rilancio del cosiddetto Polo del Terzo Veneto, lanciata per bocca dei due esponenti locali della destra berlusconiana  da qualche anonimo interessato. Agitando lo spauracchio di una Centrale Nucleare si tenta di fare ingoiare il mostro di Veneto City ad una popolazione come quella della Riviera del Brenta e del Miranese, sempre più cosciente dei danni e del malaffare che si nascondono dietro al progetto, magari rivisitato per l’occasione. Ne è prova la risposta della Sindaca di Dolo che, rigettando l’ipotesi di una centrale nucleare a Roncoduro, colpita improvvisamente da sindrome NIMBY, prima la rilancia su Dogaletto, poi conferma la disponibilità del Comune ad appoggiare Veneto City puntando questa volta sulla funzione turistica. Una dichiarazione che ha dell’incredibile, perché – se fosse necessario ancora ribadirlo – un Polo turistico-commerciale ucciderebbe definitivamente l’economia dei centri storici, la vitalità delle piazze, l’unicità dell’ospitalità culturale, storica, enogastronomica della Riviera, zona che per la sua conformazione può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/centrale_nucleare_Springfield.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1018" title="centrale_nucleare_Springfield" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/centrale_nucleare_Springfield-150x111.gif" alt="" width="150" height="111" /></a>In merito alla proposta di una Centrale Nucleare nell’area di Veneto City, se non fosse per un agosto rivierasco abbastanza fresco, si potrebbe pensare ad un colpo di calore per i due <strong>consiglieri del PdL</strong> <strong>Pasqual </strong>e <strong>Morara</strong>.</p>
<p>Secondo CAT <strong>si tratta invece di una provocazione</strong> funzionale al rilancio del cosiddetto Polo del Terzo Veneto, lanciata per bocca dei due esponenti locali della destra berlusconiana  da qualche anonimo interessato.</p>
<p>Agitando lo spauracchio di una Centrale Nucleare <strong>si tenta di fare ingoiare il mostro di Veneto City</strong> ad una popolazione come quella della Riviera del Brenta e del Miranese, sempre più cosciente dei danni e del malaffare che si nascondono dietro al progetto, magari rivisitato per l’occasione.</p>
<p>Ne è prova la risposta della Sindaca di Dolo che, rigettando l’ipotesi di una centrale nucleare a Roncoduro, colpita improvvisamente da sindrome NIMBY, prima la rilancia su Dogaletto, poi conferma la disponibilità del Comune ad appoggiare Veneto City puntando questa volta sulla funzione turistica.</p>
<p>Una dichiarazione che ha dell’incredibile, perché – se fosse necessario ancora ribadirlo – un <strong>Polo turistico-commerciale ucciderebbe definitivamente l’economia dei centri storici</strong>, la vitalità delle piazze, l’unicità dell’ospitalità culturale, storica, enogastronomica della Riviera, zona che per la sua conformazione può puntare solo su un turismo diffuso e di qualità, legato alla tradizione e a segmenti di nicchia.</p>
<p>La Riviera e il Miranese sono minacciate da opere inutili che distruggono l’ambiente, compromettono la salute dei cittadini, e sono funzionali solo alla speculazione.</p>
<p>Si abbia il coraggio politico di stralciarle definitivamente e di puntare ad una pianificazione degna di questo nome.</p>
<p><strong>Quanto al nucleare si tratta di pura follia:</strong>il rischio di incidenti agli impianti, l’impossibilità di gestire in sicurezza il trasporto e lo stoccaggio del materiale radioattivo, l’esaurimento ormai prossimo dell’uranio sono tre elementi già di per sé sufficienti per  stroncare un dibattito sul quale gli italiani si sono già espressi inequivocabilmente con un referendum.</p>
<p>La crisi ecologica e sociale provocata da un’economia arretrata fondata sull’uso dei combustibili fossili e sulla depredazione delle risorse naturali, richiede ben altre risposte per essere affrontata: <strong>risparmio energetico, efficienza tecnologica, produzione decentrata di energia da fonti rinnovabili</strong> (solare e eolico) sono le alternative sostenibili e praticabili per garantire un futuro pulito e di Pace al Pianeta.</p>
<p>Per CAT</p>
<p>Mattia Donadel 338-1678008</p>
<p>Adone Doni 340-0020207</p>
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		<title>&#8220;Bisogna&#8221; &#8211; il nuovo spettacolo di Marco Paolini</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna – bestiario veneto novo &#8220;saremo nude proprietà tra servitù di passaggio&#8221; E&#8217; il nuovo spettacolo dell&#8217;attore Marco Paolini. in questa sua ultima opera egli descrive e riflette,  con lo stile che lo contraddistingue, sulle trasformazioni del territorio  veneto in funzione delle nuove grandi opere infrastrutturali e commerciali, proposte al cittadino per migliorare la sua qualità di vita ma che poi presentano più difetti che pregi, tra i primi anche la lenta (e quindi meno percepibile) cancellazione di tutti quei segni storici, siano essi concreti piuttosto che usi e costumi della socità, che hanno segnato la vita dei veneti per migliaia di anni e che in poco tempo soccombono davanti a colate di cemento ed insegne luminose. Lo spettacolo si terrà sabato 11 Settembre 2010 alle ore 17:00 circa, in un area libera situata in Via Meloni a Dolo (VE). Via Meloni è una laterale della SR11 che si innesta più o meno in località Ca&#8217; Tron, vicino alla Locanda &#8220;Alla Posta&#8221;, cliccando l&#8217;immagine sottostante sarete indirizzati alla mappa della zona. L&#8217;ingresso è con offerta libera (siate generosi, ve ne saremo riconoscenti ). Il ricavato dello spettacolo andrà a sostegno delle attività di CAT. In caso di maltempo lo spettacolo sarà rinviato a data da destinarsi. L&#8217;atmosfera e l&#8217;ambientazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/locandina_paolini_W500.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1042" title="locandina_paolini_W500" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/locandina_paolini_W500.jpg" alt="" width="500" height="354" /></a>Bisogna – bestiario veneto novo</h2>
<h2 style="text-align: center;">&#8220;saremo nude proprietà tra servitù di passaggio&#8221;</h2>
<h3 style="text-align: center;">E&#8217; il nuovo spettacolo dell&#8217;attore Marco Paolini.</h3>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">in questa sua ultima opera egli descrive e riflette,  con lo stile che lo contraddistingue, sulle trasformazioni del territorio  veneto in funzione delle nuove grandi opere infrastrutturali e commerciali, proposte al cittadino per migliorare la sua qualità di vita ma che poi presentano più difetti che pregi, tra i primi anche la lenta (e quindi meno percepibile) cancellazione di tutti quei segni storici, siano essi concreti piuttosto che usi e costumi della socità, che hanno segnato la vita dei veneti per migliaia di anni e che in poco tempo soccombono davanti a colate di cemento ed insegne luminose.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo si terrà sabato 11 Settembre 2010 alle ore 17:00 circa, in un area libera situata in <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+dei+Meloni,+Dolo&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=15.238149,38.364258&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+dei+Meloni,+30031+Dolo+Venezia,+Veneto&amp;ll=45.431527,12.096634&amp;spn=0.013944,0.037465&amp;z=15" target="_self">Via Meloni a Dolo (VE)</a>.</p>
<p>Via Meloni è una laterale della SR11 che si innesta più o meno in località Ca&#8217; Tron, vicino alla Locanda &#8220;Alla Posta&#8221;, cliccando l&#8217;immagine sottostante sarete indirizzati alla mappa della zona.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+dei+Meloni,+Dolo&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=15.238149,38.364258&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+dei+Meloni,+30031+Dolo+Venezia,+Veneto&amp;ll=45.431527,12.096634&amp;spn=0.013944,0.037465&amp;z=15"><img class="size-full wp-image-1052   aligncenter" title="Volantino_A5_retro_W500" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Volantino_A5_retro_W500.jpg" alt="" width="500" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso è con offerta libera (siate generosi, ve ne saremo riconoscenti <img src='http://www.infocat.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ). Il ricavato dello spettacolo andrà a sostegno delle attività di CAT.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">In caso di maltempo lo spettacolo sarà rinviato a data da destinarsi.</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atmosfera e l&#8217;ambientazione è volutamente spartana, la &#8220;nostra terra&#8221; avrà un ruolo fondamentale nello spettacolo anche perchè sarà l&#8217;elemento sopra il quale saremo tutti seduti e a diretto contatto, per cui vi raccomandamo di portarvi un cuscino o una vecchia coperta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Si ringrazia VERITAS  S.pA. per la collaborazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elettrodotto TERNA: Sbagliato sostenere che il ricorso al TAR di CAT blocca i lavori a Malcontenta</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 20:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodotto Terna]]></category>

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		<description><![CDATA[Sbagliato sostenere che il ricorso al TAR di CAT blocca i lavori a Malcontenta. Le onde elettromagnetiche sono pericolose per tutti i cittadini: sia per quelli che abitano a Malcontenta, sia per quelli che abitano in Riviera del Brenta. L’accordo Vallone-Moranzani è viziato in partenza: la giusta riqualificazione ambientale dell’area di Malcontenta non può avvenire a scapito di altri territori. Sugli elettrodotti così come sulla Romea Commerciale in molti fomentano lo scontro tra la Riviera e il Veneziano: si tratta di “tattiche politiciste” che vanno respinte senza esitazioni. Solo una visione di area vasta che metta al primo posto salute e ambiente può sconfiggere i devastanti progetti della cricca veneta. La logica del &#8220;campanile&#8221; fa solo il gioco delle cricche, anche di quelle venete. Sbagliano quanti affermano che il ricorso al TAR di CAT per l’interramento dell’elettrodotto Dolo-Camin sia in contrapposizione con il progetto Vallone-Moranzani. E’ invece proprio l’Accordo di Programma siglato dalla Giunta di Davide Zoggia (assessore Ezio Da Villa) ma con l’esclusione dei Comuni Rivieraschi, ad essere viziato in partenza: infatti quelli che dovevano essere degli interventi di riqualificazione ambientale obbligati, sono poi diventati delle “gentili concessioni” di Terna spa e dell’Autorità Portuale di Venezia, che da questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/elettrodotto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-998" title="ENERGIA: BLACK OUT-L'ITALIA AL BUIO" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/elettrodotto-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Sbagliato sostenere che il ricorso al TAR di CAT blocca i lavori a Malcontenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Le onde elettromagnetiche sono pericolose per tutti i cittadini: sia per quelli che abitano a Malcontenta, sia per quelli che abitano in Riviera del Brenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’accordo Vallone-Moranzani è viziato in partenza: la giusta  riqualificazione ambientale dell’area di Malcontenta non può avvenire a scapito di altri territori.</p>
<p style="text-align: justify;">Sugli elettrodotti così come sulla Romea Commerciale in molti fomentano lo scontro tra la Riviera e il Veneziano: si tratta di “tattiche politiciste” che vanno respinte senza esitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Solo una visione di area vasta che metta al primo posto salute e ambiente può sconfiggere i devastanti progetti della cricca veneta. La logica del &#8220;campanile&#8221; fa solo il gioco delle cricche, anche di quelle venete.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sbagliano quanti affermano che il ricorso al TAR di CAT  per l’interramento dell’elettrodotto Dolo-Camin sia in contrapposizione con il progetto Vallone-Moranzani.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ invece proprio l’Accordo di Programma siglato dalla Giunta di Davide Zoggia (assessore Ezio Da Villa) ma con l’esclusione dei Comuni Rivieraschi, ad essere viziato in partenza: infatti quelli che dovevano essere degli interventi di riqualificazione ambientale obbligati, sono poi diventati delle “gentili concessioni” di Terna spa e dell’Autorità Portuale di Venezia, che da questo accordo trarranno enormi vantaggi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Secondo il patto siglato, Terna dovrà si interrare i cavi nell’area di Malcontenta, ma potrà realizzare un elettrodotto aereo (molto meno costoso) lungo uno dei tratti più significativi della Riviera del Brenta tra Dolo e Camin; Allo stesso modo l’Autorità Portuale finanzierà buona parte degli interventi di ripristino, ma a fronte di costi di stoccaggio dei fanghi letteralmente stracciati rispetto a quelli di mercato (95 euro/mc invece che 170 euro/mc).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il ricorso al TAR di CAT per l’interramento dell’elettrodotto non è quindi un atto contro l’accordo Vallone-Moranzani, ma piuttosto l’estremo tentativo di riaffermare il principio sacrosanto che se le onde elettromagnetiche fanno male agli abitanti di Malcontenta, allora sono dannose anche per i cittadini rivieraschi o di qualsiasi altro Comune d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le compensazioni ambientali previste nel progetto Vallone-Moranzani sono giuste e risarciscono solo in parte le comunità che da anni subiscono le pesanti ricadute del vicino Polo industriale, ma queste non possono essere in alcun modo realizzate a scapito di altri territori.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Enti Pubblici dovrebbero imporre a Terna di rinunciare ad una parte dei suoi profitti e di interrare tutti i cavi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il tentativo di mettere una contro l’altra le comunità della Riviera-Miranese e della terraferma veneziana viene fomentato da più parti anche sulla questione Romea Commerciale, rimpallando l’innesto dell’autostrada a Villabona, Roncoduro o Codevigo (si veda ad esempio l’ultimo odg presentato al Consiglio Comunale di Venezia da alcuni esponenti della maggioranza).</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un indecoroso gioco allo”scaricabarile” fra diverse fazioni politiche che nulla ha a che vedere con le  reali esigenze della popolazione;</p>
<p style="text-align: justify;">I comitati di CAT, da molto tempo, hanno dimostrato anche su questo punto come esistano e siano praticabili le alternative ad una nuova autostrada, costosissima, inutile e devastante per qualsiasi territorio attraversato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Gli scandali nazionali di questi mesi dimostrano finalmente come il sistema delle “grandi opere” e dei “grandi eventi” sia il modo migliore per favorire la corruzione e il malaffare scaricando i problemi sulla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo una visione di area vasta che metta al primo posto salute e ambiente può sconfiggere questi devastanti progetti e indicare le giuste risposte ai problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece si ostina a perseguire tattiche politiciste per garantirsi rendite di posizione e chi continua a ragionare secondo la logica del “non nel mio cortile”, di fatto fa solo il gioco delle Cricche, anche di quelle venete.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per CAT</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Mattia Donadel 338-1678008</p>
<p style="text-align: justify;">Adone Doni 340-0020207</p>
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		<item>
		<title>Osservazioni ai documenti preliminari dei PAT/PATI dei Comuni del territorio della Riviera e del Miranese</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=980</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 21:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=980</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;articolo 5 &#8220;Concertazione e partecipazione&#8221; della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 (BUR n. 45/2004) NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO,  prevede che la pianificazione dello sviluppo territoriale sia svolta in modo partecipato e concordato: &#8220; 1.    I comuni, le province e la Regione nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, conformano la propria attività al metodo del confronto e della concertazione con gli altri enti pubblici territoriali e con le altre amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti. 2.    L’amministrazione procedente assicura, altresì, il confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione. Art. 6 &#8211; Accordi tra soggetti pubblici e privati. 1.    I comuni, le province e la Regione, nei limiti delle competenze di cui alla presente legge, possono concludere accordi con soggetti privati per assumere nella pianificazione proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico. 2.    Gli accordi di cui al comma 1 sono finalizzati alla determinazione di alcune previsioni del contenuto discrezionale degli atti di pianificazione territoriale ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-983" title="pianificazione territoriale" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/pianificazione-territoriale.jpg" alt="" width="262" height="167" /></p>
<p>L&#8217;articolo 5 &#8220;Concertazione e partecipazione&#8221; della <a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/04lr0011.rtf" target="_blank">legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 (BUR n. 45/2004) NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO</a>,  prevede che la pianificazione dello sviluppo territoriale sia svolta in modo partecipato e concordato:</p>
<p><em>&#8220; 1.    I comuni, le province e la Regione nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, conformano la propria attività al metodo del <strong>confronto e della concertazione</strong> con gli altri enti pubblici territoriali e con le altre amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti.</em></p>
<p><em>2.    L’amministrazione procedente assicura, altresì, il <strong>confronto con le associazioni </strong>economiche e s<strong>ociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi</strong>, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione.</em></p>
<p><em> </em><strong><em>Art. 6 &#8211; Accordi tra soggetti pubblici e privati.</em></strong></p>
<p><em>1.   <strong> I comuni, le province e la Regione</strong>, nei limiti delle competenze di cui alla presente legge, <strong>possono concludere accordi con soggetti privati per assumere nella pianificazione proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico</strong>.</em></p>
<p><em>2.    Gli accordi di cui al comma 1 sono finalizzati alla determinazione di alcune previsioni del contenuto discrezionale degli atti di pianificazione territoriale ed urbanistica, nel rispetto della legislazione e della pianificazione sovraordinata, senza pregiudizio dei diritti dei terzi.</em></p>
<p><em>3.    L’accordo costituisce parte integrante dello strumento di pianificazione cui accede ed è soggetto alle medesime forme di pubblicità e di partecipazione. <strong>L’accordo è recepito con il provvedimento di adozione dello strumento di pianificazione</strong> ed è condizionato alla conferma delle sue previsioni nel piano approvato.</em></p>
<p><em>4.    Per quanto non disciplinato dalla presente legge, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 11, commi 2 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e successive modificazioni.&#8221;</em></p>
<p>Di seguito, in allegato includiamo i documenti prodotti da CAT o dalle associazioni/comitati componenti in merito ai documenti preliminari ai PAT o PATI del territorio sotto osservazione (Riviera del Brenta e miranese). Cliccando su ciascun paragrafo si accede al documento in pdf:</p>
<ul>
<li></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Documento-preliminare-PAT-MIRANO-osservazioni-Laboratorio-Mirano-Condivisa.pdf">Osservazioni al documento preliminare al PAT di Mirano, presentate dall&#8217;Associazione Mirano Condivisa</a><em><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Documento-preliminare-PAT-MIRANO-osservazioni-Laboratorio-Mirano-Condivisa.pdf"> </a></em><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Documento-preliminare-PAT-MIRANO-osservazioni-Laboratorio-Mirano-Condivisa.pdf">e sottoscritte da CAT, Comitato Uniti per Via Bollati, Via Mazzan e Vie Limitrofe e dal Comitato per la difesa del Graticolato Romano di Mirano.</a></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un modo per limitare la costruzione di strade è non bere acqua minerale</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=964</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa che l&#8217;acqua del Sindaco è gratuita e spesso di qualità molto superiore alla minerale. Si sa che le bottiglie di acqua minerale producono una grande quantità di rifiuti; Si sa anche che le aziende di acqua minerale fanno grandi affari pagando cifre irrisorie per l&#8217;emungimento del bene comune acqua che poi rivendono ad un prezzo di decine di volte superiore; ma ora c&#8217;è un altro buon motivo per non bere l&#8217;acqua minerale in bottiglia: PIU&#8217; DI UN TERZO DEI CAMION CHE CIRCOLANO PER LE NOSTRE STRADE TRASPORTA ACQUA MNERALE, QUINDI: - acqua minerale = &#8211; camion = &#8211; strade e autostrade! FONTE:  ansa.it per NEWSFOOD.com &#8211; 24/06/2010 Oltre un terzo del trasporto su strada in Italia riguarda minerali, con un&#8217;incidenza sul totale delle merci pari al 35,14%. Seguono i materiali da costruzione (15,71%), i prodotti metallurgici (7,64%), le derrate alimentari e foraggiere (7,17%), i prodotti petroliferi (4,07%), quelli chimici (3,12%), cuoio, tessili e abbigliamento (2,36%), i veicoli e i motorì (2,14%), i cereali (1,70%) e infine patate, legumi e frutta fresca (1,66%). E&#8217; la graduatoria stilata dall&#8217;Osservatorio Airp (Associazione italiana ricostruttori pneumatici) sulla Mobilità sostenibile (sulla base di dati Istat) secondo cui le prime dieci categorie merceologiche da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/colonna_di_camion.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-965" title="colonna_di_camion" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/colonna_di_camion-300x211.jpg" alt="" width="234" height="170" /></a>Si sa che <strong>l&#8217;acqua del Sindaco è gratuita</strong> e spesso di <strong>qualità molto superiore</strong> alla minerale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sa che le <strong>bottiglie di acqua minerale</strong> producono una grande quantità di <strong>rifiuti</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">Si sa anche che le aziende di acqua minerale fanno grandi affari pagando cifre irrisorie per l&#8217;emungimento del bene comune acqua che poi rivendono ad <strong>un prezzo di decine di volte superiore</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">ma ora c&#8217;è un altro buon motivo per non bere l&#8217;acqua minerale in bottiglia:</p>
<p style="text-align: justify;">PIU&#8217; DI UN TERZO DEI CAMION CHE CIRCOLANO PER LE NOSTRE STRADE TRASPORTA ACQUA MNERALE, QUINDI:</p>
<p style="text-align: justify;">- acqua minerale = &#8211; camion = &#8211; strade e autostrade!</p>
<p style="text-align: justify;">FONTE:</p>
<p style="text-align: justify;"> ansa.it per NEWSFOOD.com &#8211; 24/06/2010</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Oltre un terzo del trasporto su strada in Italia riguarda minerali</strong>, con un&#8217;incidenza sul totale delle merci pari al <strong>35,14%</strong>. Seguono i materiali da costruzione (15,71%), i prodotti metallurgici (7,64%), le derrate alimentari e foraggiere (7,17%), i prodotti petroliferi (4,07%), quelli chimici (3,12%), cuoio, tessili e abbigliamento (2,36%), i veicoli e i motorì (2,14%), i cereali (1,70%) e infine patate, legumi e frutta fresca (1,66%).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; la graduatoria stilata dall&#8217;Osservatorio Airp (Associazione italiana ricostruttori pneumatici) sulla Mobilità sostenibile (sulla base di dati Istat) secondo cui <strong>le prime dieci categorie merceologiche da sole rappresentano l&#8217;80,72% del totale delle merci trasportate su gomma in Italia</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;autotrasporto, fa notare l&#8217;Airp, gioca un ruolo rilevante nell&#8217;economia nazionale, movimentando grandi quantitativi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti e rappresenta di gran lunga la modalità prevalente, assicurata da una flotta che, tra mezzi leggeri e pesanti, comprende oltre 4,7 milioni di autoveicoli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;obiettivo oggi, conclude l&#8217;associazione, è migliorare la competitività delle aziende del settore e a questo proposito ricorrere ad un uso maggiore dei pneumatici ricostruiti consente risparmi e benefici ambientali.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ansa.it per NEWSFOOD.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saonara, con il P.A.T. insieme arrivano anche le sorprese!</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=945</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo con estrema sorpresa e preoccupazione dalla stampa la notizia della previsione di una nuova “colata di cemento” nel Comune di Saonara. Questa volta non si tratta di una “grande opera” come la nuova Zona Industriale prevista dal PATI, bensì di una cospicua “spruzzata di cemento” spalmata su tutto il territorio comunale , meno visibile ed eclatante ma egualmente impattante da punto di vista ambientale ed urbanistico. Stiamo parlando dell&#8217;intenzione dell&#8217;amministrazione di rilasciare concessioni edilizie in area agricola , vagliando le ben 200 domande di “variazione di destinazione d&#8217;uso” di terreni privati. Cosa significa in concreto? Che da suolo agricolo, questi terreni dal prezzo attuale intorno ai 10-15 euro al mq, diverrebbero aree edificabili, moltiplicando almeno venti volte il loro valore. Come vincere la lotteria ! Si tratta in termini tecnici della tristemente nota “rendita fondiaria” Ne contestiamo non solo la logica “morale”, cioè il regalo fatto ai “pochi fortunati” proprietari dei terreni, peraltro scelti con criteri assolutamente discrezionali da pochi addetti ai lavori, ma soprattutto riteniamo scellerata la scelta urbanistica. Quel che appare incredibile è che nel 2010, nonostante le innovative visioni dello sviluppo del Territorio portate dai nuovi Piani Urbanistici a partire dal PTRC regionale e per finire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/kinder_pat_saonara.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-950" title="kinder_pat_saonara" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/kinder_pat_saonara.jpg" alt="" width="260" height="220" /></a>Riceviamo con estrema sorpresa e preoccupazione dalla stampa la notizia della previsione di una nuova “colata di cemento” nel Comune di Saonara.</p>
<p>Questa volta non si tratta di una “grande opera” come la nuova Zona Industriale prevista dal PATI, bensì di una cospicua “spruzzata di cemento” <strong>spalmata su tutto il territorio comunale</strong> , meno visibile ed eclatante ma <strong>egualmente impattante</strong> da punto di vista ambientale ed urbanistico.</p>
<p>Stiamo parlando dell&#8217;intenzione dell&#8217;amministrazione di <strong>rilasciare concessioni edilizie in area agricola</strong> , vagliando le ben <strong>200 domande</strong> di “variazione di destinazione d&#8217;uso” di terreni privati.</p>
<p><strong>Cosa significa in concreto?</strong></p>
<p>Che da suolo agricolo, <strong>questi terreni dal prezzo attuale intorno ai 10-15 euro al mq</strong>, diverrebbero aree edificabili, <strong>moltiplicando almeno venti volte il loro valore</strong>.  Come vincere la lotteria !</p>
<p>Si tratta in termini tecnici della tristemente nota “rendita fondiaria”</p>
<p><strong>Ne contestiamo </strong>non solo la logica “morale”, cioè il regalo fatto ai “pochi fortunati” proprietari dei terreni, peraltro s<strong>celti con criteri assolutamente discrezionali da pochi addetti ai lavori</strong>, ma soprattutto riteniamo <strong>scellerata la scelta urbanistica</strong>.</p>
<p>Quel che <strong>appare incredibile è che nel 2010</strong>, nonostante le innovative visioni dello sviluppo del Territorio portate dai nuovi Piani Urbanistici a partire dal PTRC regionale e per finire con lo stesso PATI recentemente adottato, <strong>vi siano amministrazioni che anziché progettare il futuro del territorio in modo razionale ed intelligente nell&#8217; ”interesse comune” abdicano le scelte urbanistiche a pochi privati cittadini.</strong></p>
<p>Si tratta di una visione dell&#8217;urbanistica <strong>vecchia e superata</strong>, la stessa visione che ha prodotto nel dopoguerra la “polverizzazione” urbana dei paesi della pianura veneta, sfigurandone il paesaggio originale e cancellandone l&#8217;identità, costruendo in modo disordinato e casuale con abnorme consumo di suolo, con conseguenti <strong>problemi viabilistici</strong>, disservizi e s<strong>quilibri  idro-geologici</strong> , oltre al frazionamento e la <strong>compromissione dei terreni agricoli</strong>.</p>
<p>L&#8217;amministrazione giustifica questa scelta fatta in nome dell&#8217; ” avvicinamento familiare”, ma vorremmo ricordare che un&#8217;operazione analoga fatta pochi anni fa <strong>le abitazioni realizzate con lo stesso intento</strong>, cioè il favorire la vicinanza dei nuclei familiari costruendo la casa dei figli vicino a quella dei genitori,<strong> sono poi per gran parte andate vendute o affittate</strong>, come da sempre inevitabilmente succede in questi casi.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che <strong>buona parte di queste innegabili necessità possono essere ampiamente soddisfatte con l&#8217;attuazione del “Piano Casa”,  inventato appositamente per queste ragioni.</strong></p>
<p>Ma c&#8217;è un altro aspetto sconcertante su cui l&#8217;amministrazione sarà chiamata a rispondere :</p>
<p>si parla per ora di <strong>200 domande</strong>, ovviamente destinate a crescere, che se per assurdo fossero soddisfatte tutte <strong>produrrebbero un consumo di suolo stimato di almeno 100-150000 mq!</strong></p>
<p>Sappiamo però che <strong>le normative del nuovo PAT prevedono un limite inderogabile per legge di 135000 mq di terreno trasformabile</strong> da uso agricolo a residenziale e servizi vari.</p>
<p>Se anche di queste richieste ne venisse approvata solo  la metà , quanto terreno rimarrebbe per realizzare ciò che è stato promesso nel programma elettorale dell&#8217;attuale amministrazione?</p>
<p><strong>Come sarebbe possibile realizzare cioè i due piani PEEP, i tre parchi urbani, il riassetto del centro di Saonara e il completamento di quello di Villatora e l&#8217;attuazione del MAGADIS ?</strong></p>
<p><strong>Invitiamo l&#8217;amministrazione a ritornare sui suoi passi </strong>ed aprirsi ad un serio confronto su questi temi.</p>
<p>Il Comune di Saonara <strong>deve fare un passo avanti, verso il futuro</strong>, riferendosi a modelli di livello europeo dove da decenni vi sono limiti precisi alla “rendita fondiaria”e <strong>non si fanno più regali ai privati</strong> , dove <strong>il suolo è un bene comune e non si spreca</strong> ma lo si utilizza con raziocinio e solo laddove realmente necessario.</p>
<p>Riteniamo che nella stesura del PAT <strong>le nuove urbanizzazioni</strong>, quando necessarie, debbano essere occasione di <strong>riqualificazione urbana</strong>, concentrate su aree già compromesse, su aree di completamento , sviluppate in modo ordinato nel rispetto degli standard urbanistici più moderni e con servizi e adeguati, atti ad evitare problemi di equilibri idraulico, viabilistico ed ambientale.</p>
<p><strong>Il territorio è un bene prezioso per tutti e non inesauribile</strong> che ha subito trasformazioni pesanti negli ultimi decenni, lo si deve recuperare, riordinare, abbellire, renderlo più vivibile,</p>
<p>non deturparlo ulteriormente!</p>
<p>Legambiente Saonara-Vigonovo &#8211; Circolo Sarmazza     tel . 3472460575</p>
<p>aderiamo a CAT &#8211; Comitati Ambiente e Territorio &#8211; Riviera del Brenta e Miranese</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La legge statale che imponeva la subalternità delle Regioni in materia di elettrodotti è stata dichiarata incostituzionale</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=826</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 13:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodotto Terna]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Terna]]></category>
		<category><![CDATA[Zaia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=826</guid>
		<description><![CDATA[La sentenza della Corte Costituzionale n.215 del 17.6.2010 non lascia spazio alle illazioni e cassa definitivamente una norma giudicata a tutti gli effetti arbitraria e vessatoria, ovvero la pretesa di ignorare le facoltà sinora attribuite a regioni ed enti locali in materia di energia. Ad essere contestata è una norma che, con il pretesto dell’urgenza, affidava al governo la facoltà di nominare dei commissari straordinari in materia di elettrodotti. Contro questa norma, le regioni Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Provincia Autonoma di Trento avevano opposto questioni di legittimità costituzionale. A nulla è dunque servito il tentativo di espropriare le competenze spettanti alle regioni e agli enti locali in materia di energia, ovvero a denegare quella “leale collaborazione” che la Costituzione ed il buon senso suggeriscono nei rapporti fra Stato e periferia. A nulla è dunque servita l’opposizione del Presidente del Consiglio, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, e altrettanto inutile è stata la richiesta di Terna, presente in tutti i giudizi, affinché i ricorsi fossero respinti, nell’intuibile desiderio di avere carta bianca. CAT, esprimendo grande soddisfazione per questa sentenza, si augura che la Giunta Zaia, dia un segno di discontinuità rispetto al precedente esecutivo regionale Galan-Chisso, che si era prostrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-827" title="martello_giudice" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/martello_giudice.jpg" alt="" width="123" height="99" /></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>sentenza della Corte Costituzionale</strong> n.215 del 17.6.2010 non lascia spazio alle illazioni e cassa definitivamente una norma giudicata a tutti gli effetti arbitraria e vessatoria, ovvero la<strong> pretesa di ignorare le facoltà sinora attribuite a regioni ed enti locali in materia di energia</strong>. Ad essere contestata è una norma che, con il <strong>pretesto dell’urgenza</strong>, affidava al governo la facoltà di nominare dei <strong>commissari straordinari in materia di elettrodotti</strong>.</p>
<p><strong>Contro questa norma</strong>, le regioni Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Provincia Autonoma di Trento avevano opposto questioni di legittimità costituzionale.</p>
<p>A nulla è dunque servito il tentativo di espropriare le competenze spettanti alle regioni e agli enti locali in materia di energia, ovvero a denegare quella “leale collaborazione” che la Costituzione ed il buon senso suggeriscono nei rapporti fra Stato e periferia.</p>
<p><strong>A nulla è dunque servita l’opposizione del Presidente del Consiglio</strong>, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, e altrettanto <strong>inutile è stata la richiesta di Terna</strong>, presente in tutti i giudizi, affinché i ricorsi fossero respinti, nell’intuibile desiderio di avere carta bianca.</p>
<p><strong>CAT, esprimendo grande soddisfazione per questa sentenza</strong>, si augura che la Giunta Zaia, dia un segno di discontinuità rispetto al precedente esecutivo regionale Galan-Chisso, che si era prostrato davanti al volere dei soliti poteri forti dell’energia autorizzando la costruzione aerea dell’elettrodotto Dolo-Camin.</p>
<p><strong>Voglia cogliere, il Presidente Zaia,</strong> l’occasione di <strong>dimostrare coi fatti la capacità di difendere l’autonomia del nostro territorio</strong>, pretendendo che<strong> l’elettrodotto Dolo-Camin sia realizzato in modalità interrata</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Riunione pubblica a VIGONOVO Mercoledì 23 giugno 2010 ore 20.00 in Piazza Marconi</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=816</link>
		<comments>http://www.infocat.it/?p=816#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodotto Terna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=816</guid>
		<description><![CDATA[SINDACI E CONSIGLIERI COMUNALI DEI COMUNI DI VIGONOVO, SAONARA, STRA’, DOLO, FOSSO’,CAMPONOGARA, FIESSO D’ARTICO, PIANIGA,CAMPOLONGO MAGGIORE, CAMPAGNA LUPIA SI RIUNISCONO IN PIAZZA MARCONI A VIGONOVO MERCOLEDI’ 23 GIUGNO 2010ALLE ORE 20.00 PER DIFENDERE IL TERRITORIODELLA RIVIERA DEL BRENTA E SOSTENERE L’INTERRAMENTODELL’ELETTRODOTTO Illustrazione del progetto revisionato di elettrodotto della SocietàTerna S.p.a e degli interventi che si intendono attuare per ottenere una variante interrata LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">SINDACI E CONSIGLIERI COMUNALI DEI COMUNI DI</h2>
<h2 style="text-align: center;">VIGONOVO, SAONARA, STRA’, DOLO, FOSSO’,CAMPONOGARA, FIESSO D’ARTICO, PIANIGA,CAMPOLONGO MAGGIORE, CAMPAGNA LUPIA</h2>
<h2 style="text-align: center;">SI RIUNISCONO IN PIAZZA MARCONI</h2>
<h2 style="text-align: center;">A VIGONOVO</h2>
<h2 style="text-align: center;">MERCOLEDI’ 23 GIUGNO 2010ALLE ORE 20.00</h2>
<h2 style="text-align: center;">PER DIFENDERE IL TERRITORIODELLA RIVIERA DEL BRENTA</h2>
<h2 style="text-align: center;">E SOSTENERE L’INTERRAMENTODELL’ELETTRODOTTO</h2>
<h2 style="text-align: center;">Illustrazione del progetto revisionato di elettrodotto della SocietàTerna S.p.a e degli interventi che si intendono attuare per ottenere una</h2>
<h2 style="text-align: center;">variante interrata</h2>
<h2 style="text-align: center;">LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/riunione23.06-e1277149433893.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-815" title="riunione23.06" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/riunione23.06-720x1024.jpg" alt="" width="720" height="1024" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un mostro di cemento anche a Calcroci</title>
		<link>http://www.infocat.it/?p=805</link>
		<comments>http://www.infocat.it/?p=805#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parco c.le Calcroci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infocat.it/?p=805</guid>
		<description><![CDATA[Anche Camponogara assediata dal cemento. In arrivo il Parco Commerciale di Calcroci, una struttura commerciale di grandi dimensioni.     Con 81592 mq di superficie fondiaria di cui il 60% sarà coperto, il Parco Commerciale andrà a consumare 11 campi da calcio di suolo agricolo. Un&#8217;altra inutile colata di cemento, e per gli abitanti di Calcroci traffico, rumore e inquinamento sono assicurati. CAT ha presentato le Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale. Gravi le carenze rilevate: dati vecchi e spesso carenti su viabilità, rumore e sostanze nocive; ma anche norme urbanistiche e leggi regionali non rispettate. La palla passa ora alla Commissione VIA provinciale. Il 7 giugno scadevano i termini per la presentazione delle Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale del Parco Commerciale di Calcroci. E anche questa volta CAT non ha mancato di fare le pulci all&#8217;ennesima opera inutile e dannosa per il territorio. Questi i numeri: 81592 mq di superficie fondiaria occupata, di cui il 60% coperta, 14999 mq destinati alla vendita, 1000 posti auto: in pratica una superficie di suolo agricolo pari a 11 campi da calcio sarà cementificata per edificare l&#8217;ennesimo centro commerciale. Si tratta di un progetto che, secondo quanto previsto dalla legislazione regionale vigente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/colata_cemento_N.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-806" title="colata_cemento_N" src="http://www.infocat.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/colata_cemento_N-113x150.jpg" alt="" width="113" height="150" /></a>Anche Camponogara assediata dal cemento.</h2>
<h2 style="text-align: justify;">In arrivo il Parco Commerciale di Calcroci, una struttura commerciale di grandi dimensioni.</h2>
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<p style="text-align: justify;">Con 81592 mq di superficie fondiaria di cui il 60% sarà coperto, il Parco Commerciale andrà a consumare 11 campi da calcio di suolo agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra inutile colata di cemento, e per gli abitanti di Calcroci traffico, rumore e inquinamento sono assicurati.</p>
<p style="text-align: justify;">CAT ha presentato le Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gravi le carenze rilevate: dati vecchi e spesso carenti su viabilità, rumore e sostanze nocive; ma anche norme urbanistiche e leggi regionali non rispettate.</p>
<p style="text-align: justify;">La palla passa ora alla Commissione VIA provinciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 7 giugno scadevano i termini per la presentazione delle Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale del Parco Commerciale di Calcroci. E anche questa volta CAT non ha mancato di fare le pulci all&#8217;ennesima opera inutile e dannosa per il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i numeri: 81592 mq di superficie fondiaria occupata, di cui il 60% coperta, 14999 mq destinati alla vendita, 1000 posti auto: in pratica una superficie di suolo agricolo pari a 11 campi da calcio sarà cementificata per edificare l&#8217;ennesimo centro commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un progetto che, secondo quanto previsto dalla legislazione regionale vigente (LR 15/2004), è da considerarsi come “struttura commerciale di grandi dimensioni”, e NON “struttura commerciale di medie dimensioni” così come erroneamente sostenuto dai proponenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo aspetto rilevato da CAT è particolarmente importante perchè il PRG previgente e il nuovo PATI consentono in quell&#8217;area la realizzazione di medie strutture commerciali ma non di quelle grandi; un&#8217;ambiguità oltre modo grave se si pensa che, nel progetto presentato, gli standard per le superfici libere imposti dalla legge regionale per i Parchi Commerciali non vengono rispettati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è l&#8217;intero Studio di Impatto Ambientale ad essere carente e male eseguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esempi più significativi riguardano l&#8217;impatto sulla viabilità, calcolato in 1500 veicoli in più nelle ore di punta: una sottostima certa dato che lo studio utilizza dati vecchi del 2005, non tiene conto delle ripercussioni che potrebbero provacare Romea Commerciale e Camionabile, e nemmeno del problema del passaggio a livello di Calcroci;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi dell&#8217;inquinamento atmosferico è ancora più debole perchè fa riferimento a dati vecchi (2001) per di più registrati a Mira, e carenti visto che non sono stati considerati inquinanti importanti come il PM10, l&#8217;Ozono e alcuni idrocarburi volatili; inoltre non c&#8217;è traccia di una ben che minima previsione su quanto aumenterebbero le concentrazioni delle sostanze nocive dovute all&#8217;incremento del traffico.</p>
<p style="text-align: justify;">La vasca di laminazione delle acque, prevista come compensazione idraulica, coincide incredibilmente con lo standard a verde di cui dovrebbero usufruire abitanti e clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine l&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento acustico, già attualmente oltre i limiti previsti dalla zonizzazione del Comune di Camponogara, farebbe balzare in avanti l&#8217;intera area di almeno una categoria raggiungendo livelli di rumore analoghi a quelli registrabili nelle grandi periferie urbane o nelle zone industriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un&#8217;altra colata di cemento in Riviera del Brenta, e così anche per gli abitanti di Calcroci saranno assicurati, traffico, inquinamento, rumore e allagamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La palla passa ora alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale Provinciale che dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte ad un progetto che “fa acqua da tutte le parti”, CAT chiede che almeno questa volta venga espresso da subito un parere negativo e senza appello.</p>
<p style="text-align: justify;">Per CAT</p>
<p style="text-align: justify;">Mattia Donadel 338-1678008</p>
<p style="text-align: justify;">Adone Doni 340-0020207</p>
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